Di Salvo, oggi l’ultimo saluto: «Appassionato della città»

Il lutto Alle 15 a Rebbio il funerale del celebre architetto comasco. De Santis: «Collaboratore prezioso negli anni della prima giunta Botta»

Lettura 1 min.

Como saluterà oggi alle 15 nella chiesa parrocchiale di Rebbio l’architetto Mario Di Salvo, volto notissimo per le sue opere e per i suoi studi, ma anche per la sua grande passione per la città, in tutte le sue sfaccettature ed evoluzioni.

Sono in tanti a ricordarlo con affetto. «Con Mario – racconta l’imprenditore Paolo De Santis - perdo innanzitutto un amico, una persona che ho stimato molto per cultura, educazione, passione per il lavoro e per il suo attaccamento a Como e alla sua storia. Un uomo con dei valori a 360 gradi, tra cui anche quello dell’amicizia». De Santis torna alla fine degli anni Novanta e alla sua esperienza di assessore alle Strade e alla mobilità e alla riqualificazione di piazza Volta. «Non posso non ricordare – prosegue – la stretta collaborazione con lui negli anni indimenticabili della prima giunta Botta. Anni in cui Como, con il concorso di molti, era fermento di idee, progetti, realizzazioni. Tra queste la ristrutturazione del comparto di piazza Volta, via Cairoli e via Garibaldi: il cantiere si aprì nello scetticismo generale dopo il Natale 1997 poiché si partì eliminando le auto e la circolazione dei bus da un asse viabilistico centrale. Una scelta che preoccupava gli operatori, ma che portò a un risultato straordinario». Ricorda il tratto particolare, pulito ed elegante con cui l’architetto Di Salvo progettò la nuova piazza e conclude: «Si rammaricò che la sua visione era stata poi offuscata dallo sviluppo di quel comparto nell’ambito turistico. Fu dispiaciuto per la rimozione dei seggiolini girevoli e per la fibra ottica nella pavimentazione che era stata trascurata e oggi è quasi dimenticata mentre per lui aveva un forte significato poiché rappresentava la luce di Volta che dominava la piazza. Un’opera che si dovrebbe recuperare. Lascia un segno formidabile e credo che dovrà essere ricordato».

Dall’avvocato Lorenzo Spallino arriva un tratteggio sulla scomparsa dell’architetto Di Salvo: «L’ho visto non molto tempo fa, gli avevo portato il catalogo della mostra che avevo fatto. Era una persona di famiglia e uno degli ultimi comaschi ad avere collaborato direttamente con il papà (Antonio Spallino, storico sindaco di Como, ndr) con cui non erano sempre rose e fiori, ma tra loro c’era un grandissimo rispetto. Aveva una grande passione per Como e ricordo il video che fece sull’asilo di via Salita Cappuccini per cui era davvero amareggiato».

Nel novembre 2025 Di Salvo aveva infatti girato un video di solidarietà alla scuola che il Comune ha inserito tra quelle da chiudere ricordando che era stata da lui realizzata e in cui «tutto era pensato commisurando gli spazi in funzione delle esigenze dei bimbi». Sempre sue sono le scuole di via Bignanico dove ha sede (probabilmente ancora per poco) la Montessori.

Piangono la morte dell’architetto Di Salvo anche l’associazione Amici dei Musei di cui è stato fondatore, presidente e socio onorario e ComoCuore (che pubblicò e ristampò il suo libro “Lo spazio armonico”).

© RIPRODUZIONE RISERVATA