Cronaca / Como città
Mercoledì 18 Febbraio 2026
Donazione di organi, l’appello di Aido: «Un errore non fermi la solidarietà»
Il trapianto sbagliato al piccolo Tommaso mette a rischio la tenuta del sistema
Como
Il caso del bambino trapiantato con il cuore bruciato ha scosso l’Italia, dall’Aido l’appello: «Continuate a donare». Due anni e tre mesi, Tommaso, trapiantato a Napoli con un cuore danneggiato trasportato da Bolzano in un contenitore non adatto, con ghiaccio forse non a norma. «Purtroppo un errore, gravissimo, rischia di ingenerare crescenti timori – racconta Angela Bartesaghi, presidente di Aido Como, l’associazione donatori di organi – è un fatto in effetti sconcertante, mai sentito in tanti anni di impegno in questo settore. La nostra rete però tiene a rilanciare con forza un appello: non dobbiamo cedere alla paura. Sono in particolare proprio i bambini che attendono una donazione i casi più delicati e critici, per i quali c’è meno disponibilità e più attesa. Un episodio drammatico non deve rovinare il lavoro fatto nel corso degli ultimi decenni. L’ultima donazione partita da Como ha salvato non una, ma ben otto vite. Non generalizziamo. Qui al Sant’Anna ci sono dei professionisti eccellenti, coadiuvati da un servizio di trasporto serio ed efficace. Siamo uno dei primi territori ad aver sperimentato le nuove tecniche per i trapianti, dobbiamo avere fiducia nella medicina».
La tecnica citata fa riferimento all’ossigenazione degli organi da donare per migliorare il risultato dell’operazione. Anche il giovanissimo Wilman, 18 anni, mancato dopo lo scontro in moto martedì scorso a Lazzago, ha donato gli organi. «Ed ha salvato altre vite – racconta Barbara Moretti, altra “colonna” di Aido Como –, di recente ho seguito uno degli ultimi trasporti di organi partiti da Como verso Bologna, organizzati in maniera perfetta. Da noi Areu, ambulanze, polizia, elisoccorso, sono tutte realtà autorizzate e certificate per fare la spola tra gli ospedali senza intoppi. Quest’ultimo caso drammatico, su cui è bene fare chiarezza, non deve scoraggiarci. Lo scopo delle donazioni è salvare vite, si tratta di un regalo immenso».
Più di 18mila iscritti, Aido Como è una realtà solida. Il trend delle donazioni nel Comasco è positivo, negli ultimi due anni però, pur garantendo un buon volume di trapianti, si nota a livello regionale e provinciale un aumento delle persone che si oppongono, che dichiarano la propria contrarietà alla donazione di organi. Cittadini che all’atto di rinnovare la carta d’identità dicono di no, oppure che ritirano una volontà avanzata in passato.Anche la presidente nazionale di Aido, Flavia Petrin, è intervenuta sul caso del bambino di Napoli avanzando timori su un “effetto Nicholas all’incontrario”. Più di venti anni fa un bimbo straniero di sette anni era stato assassinato per errore dalla ’ndrangheta e la sua famiglia aveva acconsentito alla donazione degli organi. Una scelta coraggiosa che aveva determinato un aumento esponenziale delle donazioni. La storia tragica di Tommaso, il piccolo di due anni operato a fine dicembre, non deve secondo Aido causare l’effetto opposto sull’opinione pubblica.
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