Due anni fa la tragedia di viale Geno: «Si indaga su decine di casi analoghi»

L’anniversario La coppia (lui bergamasco, lei canturina) era uscita a cena e stava per rientrare. Ancora ignoto l’esito della perizia voluta dalla Procura. Segnalate decine di anomalie simili

Como

«Ci sono arrivate segnalazioni da tutta Italia per episodi simili, anche con altri modelli di auto e di marche. Solo noi ne abbiamo raccolte almeno una ventina che abbiamo poi girato alla Procura di Como per essere analizzate. È stato svolto un lavoro enorme, molto attento e importante anche per altri eventuali casi, una relazione di cui ora attendiamo l’esito».

I fatti

A parlare è l’avvocato Giovanni Giorgino, legale che assiste i parenti di Morgan Algeri, una delle vittime con Tiziana Tozzo del drammatico incidente in fondo a viale Geno che avvenne esattamente due anni fa, la sera dell’Epifania del 2024. Un dramma che sconvolse la città, cui ancora oggi non si può fare a meno di pensare ogni volta che ci si ferma nella piazzetta che si trova in fondo al viale, affacciata sul lago, in uno dei punti beffardamente più belli che esistano.

Quella sera, Morgan e Tiziana che da poco si conoscevano, erano usciti a cena. Avevano fatto poi un giro in centro, parcheggiando l’auto nella piazzetta. Stavano per ripartire quando l’auto, un Suv della Mercedes, scattò in avanti travolgendo le due pesanti panchine in cemento che c’erano davanti spostandole come fossero di cartone, per poi abbattersi sul parapetto e precipitare nel lago. Per Morgan, 38 anni della Bergamasca, e per Tiziana, 45 anni residente a Cantù, non ci fu scampo nonostante un tentativo di salvarsi dalle gelide acque del Lario. La portiera venne trovata aperta dal lato della guida, e i due corpi vicini, in un tentativo disperato di Morgan di estrarre anche Tiziana dalla vettura. L’auto venne prelevata, portata alla Polizia Stradale di Como – che indagò sulla vicenda – e infine analizzata. La centralina, rimasta a lungo immersa e dunque danneggiata, venne affidata ad un consulente nominato dalla procura che a sua volta la spedì in un laboratorio altamente specializzato di Budapest. Un lavoro lungo, meticoloso, alla ricerca di dati che spiegassero il motivo dell’accaduto intrecciandoli anche con quelli rilevati sul posto, nel corso del sopralluogo e della ricostruzione cinematica dell’incidente. «Non conosciamo ancora l’esito della perizia fatta dal consulente della Procura – dice l’avvocato Giorgino – Sappiamo però che è stato un lavoro lungo e complicato, viste anche le implicazioni e la complessità della ricostruzione. Anche noi abbiamo nominato un nostro consulente che è arrivato ad una sua conclusione che ora attende il vaglio con quanto stabilito dalla Procura. Per noi non si trattò di un errore, l’auto era impossibile da governare».

Le segnalazioni

Dopo i fatti, l’avvocato Giorgino ha ricevuto segnalazioni da tutta Italia («una ventina») e tante ne sono giunte anche al magistrato e alla polizia stradale, tutte indicanti anomalie all’elettronica delle vetture coinvolte. Casi che sono stati confrontati con quanto accaduto in viale Geno alla ricerca di similitudini e comportamenti altrettanto inspiegabili. «Il lavoro è ormai quasi ultimato – conclude Giorgino – I parenti, dopo due anni, attendono di capire cosa possa essere accaduto, il perché di quello scatto della vettura». Un lavoro «molto attento, scrupoloso, che è andato oltre il caso di Como valutandone anche altri, simili, avvenuti con modelli e marche di auto differenti».

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