(Foto di archivio)
La denuncia «La città non accoglie, così saremo costretti ad andarcene». Al danno dei posteggi si aggiunge la beffa delle multe (anche agli abbonati)
Vivere a Como è diventato, per chi non possiede un box privato, un esercizio di costante sopravvivenza. La testimonianza di Eva Kiss, da anni residente in zona Sant’Agostino, porta alla luce un malessere profondo: quella di una città che, nel nome del profitto turistico, sembra aver dichiarato guerra ai suoi stessi abitanti.
Kiss, originaria dell’Ungheria, si è trasferita a Como per amore della sua bellezza. «Ho scelto Como perché la amo. Se questa situazione dei parcheggi non fosse esplosa, non avrei mai pensato di andarmene, ma ora mi trovo a modificare i miei orari solo per riuscire a trovare un posto auto, non posso continuare a vivere nell’ansia così».
«In campagna elettorale, l’attuale amministrazione aveva preso un impegno preciso: tutelare i residenti privi di box o posto auto riservato, garantendo loro la priorità nella sosta». Eppure questa promessa, secondo molti, non è stata mantenuta: diversi stalli gialli sono diventati strisce blu a pagamento e tanti parcheggi bianchi sono stati cancellati.
«È un tradimento totale. Mi hanno messo in lista d’attesa, senza risposte certe. Come posso gestire la mia vita quotidiana e il lavoro se mi tolgono la possibilità di lasciare l’auto dove ho sempre fatto?».
«Siamo usati come un vero e proprio bancomat - prosegue la residente. - Ogni sera è una caccia al tesoro. Io, per fortuna, sono giovane e in salute; non ho problemi a camminare, ma gli anziani? Chi ha serie difficoltà motorie e si vede cancellare il posto sotto casa, come può fare?». La burocrazia, secondo Kiss, ha perso ogni traccia di umanità: «Non importa che io sia una brava cittadina, che paghi le tasse e rispetti le regole, per loro sono solo un ostacolo al profitto».
L’emblema di questa gestione opaca è piazza Domenico Croggi. Qui, Kiss è stata multata per 100 euro nonostante il suo abbonamento Asa attivo. La beffa? Il vademecum della Csu non menziona tale area come esclusa. «È una condotta fuorviante. Secondo la legge sulla trasparenza, se una piazza interna a un’area Asa è un’eccezione, deve essere indicata chiaramente. Invece, lasciano i residenti nell’incertezza totale per fare cassa».
Il confronto con le città limitrofe è impietoso. Mentre Como ha eliminato diversi parcheggi riservati ai residenti, Lecco mantiene zone di sosta rigidamente protette per evitare che vengano usate dai turisti. «Perché a Como, che amo e dove ho scelto di vivere, siamo trattati come nemici? Se questa situazione non cambia, sarò costretta a trasferirmi. È triste ma non si può vivere in una città che non accoglie chi la sostiene tutto l’anno, preferendo i turisti di passaggio a chi paga le tasse e garantisce la vita del centro storico».
La richiesta dei residenti è chiara: si chiede un ripristino dei posti garantiti e una comunicazione più trasparente e tempestiva da parte dell’amministrazione. Il desiderio dei cittadini non è quello di creare divisioni, ma di poter vivere la città con la serenità che spetta a chi la abita quotidianamente.
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