Erba sintetica negli asili e nelle scuole? Un coro di “no”
Dopo la protesta - con annessa richiesta inviata al sindaco Alessandro Rapinese di fermare il progetto - di Elisabetta Patelli, coportavoce regionale e nell’esecutivo nazionale di Europa Verde, sono arrivate diverse reazioni
Como
Si allargano le polemiche sulla scelta dell’amministrazione Rapinese di puntare sull’erba sintetica in scuole e asili (come già fatto in alcuni istituti lo scorso anno) per la sistemazione degli spazi esterni. L’ultimo appalto da 183mila euro riguarda ora quattro scuole (infanzia “Rodari” di via Zezio, primarie “Venini” di via Fiume e di via XX Settembre, secondaria di primo grado “Leopardi” di via Brambilla). Alla protesta con annessa richiesta inviata al sindaco Alessandro Rapinese di fermare il progetto da Elisabetta Patelli, coportavoce regionale e nell’esecutivo nazionale di Europa Verde, sono arrivate diverse reazioni. La stessa Patelli riporta quella dello psichiatra e sociologo Paolo Crepet. «Ho mandato ad alcune persone di mio riferimento sia nel campo pedagogico che ambientale – spiega Patelli - un appello contro la plastificazione dei giardini negli asili e nelle scuole di Como. Il primo a rispondere è stato Paolo Crepet, che condivide le mie preoccupazioni sull’effetto di questa scelta soprattutto sui più piccoli». Il noto psichiatra le ha infatti risposto dicendo: «Credo che un bambino abbia bisogno anche di una pozzanghera, non di crescere in un mondo finto».
Moritz Mantero, fondatore e presidente di Orticolario sottolinea alcuni aspetti: «Mi sembra di assistere ad una soluzione opportunistica come quella di buttare lo sporco sotto il tappeto – commenta -. I prati sintetici non sono ecologici e tantomeno educativi». E aggiunge: «Altro sarebbe creare un orto in ogni scuola come tanti ne sono stati realizzati in Italia in questi ultimi anni, suscitando interesse, partecipazione ed entusiasmo tra gli alunni . Oltretutto con minor spesa, in particolare utilizzando la tecnica della coltivazione sinergica».
Interviene anche la portavoce del Comitato spontaneo dei cittadini di via Venti Settembre, nato per salvare i ciliegi dall’abbattimento, essendo coinvolta la scuola della zona. «La scelta di utilizzare erba sintetica nei giardini delle scuole – commenta Giorgia Merlini - è l’ennesima occasione in cui si mette la convenienza davanti a tutto, anche alla salute dei nostri figli. Con 183mila euro si sarebbe potuto creare un ambiente naturale e sano: un prato vero, magari con un orto didattico, un luogo per giocare in sicurezza a contatto con la natura. Invece si è scelta l’erba sintetica: pura plastica che si surriscalda, si deteriora rilasciando microplastiche e nel giro di pochi anni dovrà essere sostituita, con ulteriori costi a carico dei contribuenti». E chiude: «In una città in cui l’offerta per i bambini è carente e la qualità dell’aria è tra le peggiori d’Italia, spiace constatare una volta di più che bambini e ambiente non occupano un posto prioritario nei pensieri di questa amministrazione». Duri anche i vertici dell’associazione Nova Como Vincenzo Falanga e Teresa Minniti: «La scelta malsana di sostituire l’erba vera con quella sintetica nelle scuole fa ancora più effetto se si considera che il Comune di Como ha le risorse e il dovere di manutenere il verde, non di eliminarlo per semplificarsi la gestione. Prima l’agronomo che consiglia di abbattere gli alberi sani, ora l’erba sintetica. Sono scelte che hanno una responsabilità politica chiara. Forse il sindaco dovrebbe smetterla di nascondersi dietro i tecnici e guidare la cittá nell’interesse dei suoi cittadini. Soprattutto dei più piccoli».
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