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I numeri I rimborsi di Sant’Anna, Valduce e Villa Aprica. Boscagli (Asst Lariana): «Sono numeri confortanti, ma è auspicabile che si arrivi ad un ulteriore calo»
Lettura 1 min.Errori negli ospedali, in un lustro più di 14 milioni e mezzo di risarcimenti a Como. Superata la pandemia, calano le somme corrisposte dall’Asst Lariana. Tra il 2021 e il 2025 i nostri ospedali cittadini hanno dovuto spendere cifre davvero ingenti per risarcire pazienti e familiari dopo operazioni andate storte e inconvenienti tra reparti e ambulatori, episodi che risalgono a periodi precedenti. Milioni che rappresentano comunque pochi punti percentuali rispetto all’ammontare complessivo dei ricoveri effettuati.
I numeri, pubblicati dagli stessi ospedali, rispondono all’applicazione in materia di trasparenza della legge del 2017 Gelli-Bianco. I risarcimenti più ingenti sono stati liquidati subito dopo la pandemia, nel 2021, 4,8 milioni dall’Asst Lariana e 823mila euro dal Valduce: sono cinque milioni e 892mila euro in un solo anno nei tre presidi ospedalieri cittadini. Mentre il tesoretto più pesante da Villa Aprica è stato versato nel 2024, 885mila euro.
Il calo è costante e marcato nell’Asst Lariana, che scende a 886mila euro di danni corrisposti nel 2025, mentre i dati oscillano maggiormente al Valduce e ancor più nell’istituto che ha sede in via Castel Carnasino. Dall’Asst Lariana il direttore amministrativo Giacomo Boscagli si limita a dire che «sono numeri confortanti, ma è auspicabile che calino ancora, questi risultati sono frutto anche dell’evoluzione del risk management che consente di prevenire l’insorgere delle criticità». Il tema è delicato, la normativa sanitaria, specificano gli ospedali, impone sul tema la massima trasparenza. I numeri riportati riguardano esclusivamente i sinistri definiti con liquidazione negli ultimi cinque anni e includono sia la quota a carico della struttura sia quella coperta dall’assicurazione, secondo criteri omogenei previsti dalla legge.
Questa invece è la lettura di Mauro Turconi, segretario generale del Valduce, membro del comitato gestione sinistri. «È importante chiarire che questi dati rappresentano solo una parte del fenomeno complessivo – spiega Turconi - il numero dei sinistri liquidati non coincide con il numero delle richieste di risarcimento, che sono più numerose e che, in una quota significativa dei casi, non si traducono in un pagamento dopo le opportune verifiche tecnico mediche e giuridiche. Nel nostro caso, i dati evidenziano numeri complessivamente contenuti di sinistri definiti per anno, con una variabilità degli importi che riflette la diversa complessità e gravità dei singoli casi, come dimostra ad esempio la presenza di singoli eventi di maggiore impatto economico».
Non arrivano invece commenti da Villa Aprica, ente che nella pubblicazione mette comunque con dei grafici in risalto la percentuale dei risarcimenti rispetto al totale dei volumi erogati, pari a qualche punto percentuale. A livello nazionale e regionale, il fenomeno è da tempo oggetto di monitoraggio strutturato: si registra una tendenza alla riduzione delle richieste, a fronte però di una crescente complessità dei casi e dei relativi costi. In questo contesto, la pubblicazione di questi dati non ha finalità classificatorie, ma rappresenta uno strumento di trasparenza e responsabilità, che si affianca alle attività di gestione del rischio, clinico, ma non solo e di miglioramento continuo della sicurezza delle cure.
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