Ex Asme di Erba, aggiudicata la sede: al Comune altri 480mila euro
L’acquirente è la Cst, l’azienda erbese dal 2001 nel campo dei servizi termotecnici. Nella prima metà del 2026 i ricavi dalle alienazioni si avvicinano così a 2 milioni
Lettura 2 min.Erba
La vecchia sede della municipalizzata Asme è stata aggiudicata martedì mattina alla società Cst, l’azienda erbese attiva dal 2001 nel campo dei servizi termotecnici.
In sede di seconda asta è arrivata una sola offerta: il prezzo base era sceso da 590mila a 477.900 euro, Cst ha offerto 480mila euro. L’aggiudicazione diventerà definitiva a seguito dei controlli di rito.
La sede di Asme, con magazzini al piano terra e uffici al primo piano, è in via Trieste di fianco ai Vigili del fuoco e al Lariosoccorso. Dopo che la municipalizzata è stata liquidata, il Comune ha utilizzato lo stabile come magazzino e per alcuni mesi lo ha affittato al Cfp Padre Monti; in seguito l’amministrazione ha deciso di alienare l’immobile.
La prima asta è partita da 590mila euro, il prezzo stimato dall’Agenzia delle entrate, ma non sono arrivate offerte. Per il secondo tentativo di vendita è stato applicato un ribasso del 20% per arrivare a 477.900 euro; l’ultimo giorno utile per presentare le offerte era lunedì, entro la scadenza è arrivata una sola busta.
Ieri mattina, nella sala consiliare del municipio, le dirigenti Anna Bargna e Arianna Fumagalli - assistite dalla funzionaria Benedetta Magni hanno aperto il plico: i documenti erano in regola, lo stabile è stato aggiudicato in via provvisoria alla Cst di via Milano che conta di utilizzarlo per fini professionali. «Ora effettueremo i controlli previsti dalla legge per arrivare all’aggiudicazione definitiva» ha detto Bargna, presidente della commissione di gara.
Il Comune di Erba incasserà 477.900 euro, una somma che potrà essere utilizzata tanto per finanziare opere pubbliche quanto per ridurre l’indebitamento del Comune: la scelta è politica. Non va dimenticato che alla fine di febbraio l’amministrazione ha alienato anche il Castello di Pomerio, in sede di quarta asta: è stato acquistato per 1,5 milioni di euro dalla famiglia Sossnovsky Parravicini.
Nella prima metà del 2026, i ricavi dalle alienazioni si avvicinano a 2 milioni di euro. Una cifra sorprendente se rapportata agli anni precedenti, in cui il Comune ha cercato di vendere immobili senza successo. A quanto risulta, nei prossimi mesi l’amministrazione vorrebbe mettere sul mercato anche un appartamento ricevuto in eredità in un condominio a Parravicino: in questo caso, però, l’importo a base d’asta sarà inferiore ai 100mila euro.
Tornando all’alienazione del Castello di Pomerio, dall’apertura della busta (24 febbraio) sono passati più di tre mesi ma nelle casse comunali non è ancora entrato un euro. I controlli da parte della commissione di gara sono terminati nella seconda metà di aprile, ma manca ancora il via libera definitivo da parte della Soprintendenza: la richiesta è stata inviata il 9 marzo, un sopralluogo dei funzionari è previsto per venerdì 12 giugno.
È possibile che le Belle arti impongano o ribadiscano alcune prescrizioni prima della vendita ai privati, in ogni caso il castello risulta già vincolato da anni come immobile storico.
Nessun vincolo della Soprintendenza interessa invece la sede dell’ex Asme, un edificio moderno e in cemento con affaccio sulla provinciale Lecco-Como. In questo caso le procedure di controllo sono limitate alla commissione di gara, si dovrebbe arrivare più velocemente alla firma del rogito.
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