Festival della Luce, un tris di Nobel
Anteprime. Un’edizione speciale dal 24 settembre al 2 ottobre dedicata alla fotonica e ad Alessandro Volta . Dubini: «Puntiamo a coinvolgere migliaia di ragazzi. La curiosità è il tratto più moderno dell’inventore della pila»
Lettura 2 min.Tre premi Nobel per la fisica, l’intera città coinvolta e un obiettivo preciso: trasformare il bicentenario della morte di Alessandro Volta, che ricorrerà il 5 marzo 2027, in un’occasione per avvicinare la scienza a tutti. È con questo spirito che dal 24 settembre al 2 ottobre torna il “Festival della luce Lake Como”, giunto alla 1tredicesima edizione e dedicato quest’anno alla fotonica, una delle frontiere più promettenti della ricerca contemporanea.
I grandi nomi
Per la prima volta la manifestazione riunirà a Como tre premi Nobel per la Fisica: Kostya Novoselov, Alain Aspect e William D. Phillips. «Non è soltanto una notizia di prestigio - spiega la presidente della Fondazione Alessandro Volta, Paola Dubini - I Nobel rappresentano una tradizione che la Fondazione porta avanti da anni e richiamano idealmente le celebrazioni voltiane del 1927. Ma soprattutto sono il simbolo di una scienza che produce benefici per la società e che deve dialogare con il pubblico. La presenza contemporanea dei tre scienziati nasce anche da un gioco di squadra: il Festival è stato spostato a settembre per intrecciarsi con la ‘Notte europea delle ricercatrici e dei ricercatori’ e con l’apertura della stagione del Teatro Sociale, dedicata proprio a Volta. A questo si aggiunge il nuovo Premio Alessandro Volta istituito dalla European Physical Society con il supporto di Acinque, che porterà a Como Aspect e Phillips il 2 ottobre, mentre Novoselov incontrerà il pubblico il 26 settembre in piazza Verdi».
Il tema scelto, la fotonica, non è casuale. Oltre a richiamare la luce, elemento identitario del Festival, valorizza un settore in cui l’Università dell’Insubria rappresenta un’eccellenza nazionale. Medicina, tecnologie quantistiche, telecomunicazioni, astrofisica e tutela del patrimonio culturale saranno raccontate attraverso conferenze e incontri con ricercatori italiani e internazionali.
La vera novità è però il carattere diffuso della manifestazione. «Vogliamo che sia una festa della città - sottolinea Dubini – Per questo il Festival uscirà dagli spazi tradizionali e coinvolgerà piazza Verdi con una yurta aperta agli incontri, lo spazio Vis Comensis, il Teatro Sociale, la Camera di Commercio e l’Università dell’Insubria, creando un percorso tra divulgazione, spettacolo e partecipazione. La scienza deve andare incontro alle persone, non aspettare che siano loro a cercarla».
Il progetto Talent garden
Grande attenzione sarà riservata ai giovani. Il Festival ospiterà la restituzione del progetto “Talent garden”, che ha coinvolto quasi 200 studenti delle scuole superiori, ma rappresenta solo una parte di un programma molto più ampio. «L’obiettivo della Fondazione è raggiungere circa 3.800 ragazze e ragazzi entro la conclusione delle celebrazioni voltiane, costruendo un percorso continuo dall’infanzia alla scuola superiore. La curiosità è il tratto più moderno di Volta - osserva Dubini - Prima ancora delle sue scoperte, ci insegna un metodo: osservare, farsi domande, meravigliarsi. È questa attitudine che vogliamo trasmettere».
Accanto alle conferenze troveranno spazio laboratori, osservazioni astronomiche, installazioni immersive, esperienze di realtà virtuale, spettacoli, passeggiate e iniziative dedicate alle famiglie. Il programma culminerà il 2 ottobre con la consegna del Premio Alessandro Volta al fisico Jean Dalibard e con il simposio scientifico che vedrà riuniti Aspect e Phillips. Più che una rassegna, il Festival della Luce si propone così come una tappa fondamentale di un percorso destinato a lasciare un’eredità stabile: fare di Como non solo la città dove Volta è nato, ma una comunità che continua a riconoscersi nel suo spirito di ricerca e di curiosità.
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