Fischietti e magliette personalizzate: è lo sciopero dei dipendenti comunali

Como Stamattina la protesta di chi lavora a Palazzo Cernezzi: si chiede più rispetto e più dialogo con i sindacati. La solidarietà degli altri enti e comuni comaschi

Como

Si sono fermati fuori dai cancelli di Palazzo Cernezzi, indossando una maglietta con scritto 179 K: un riferimento ai 179.000 euro che sarebbero potuti andare ai dipendenti comunali, ma che il sindaco ha congelato revocando due delibere di giunta.

Stamattina, al presidio di sciopero, c’era anche la consigliera di minoranza Patrizia Lissi. I lavoratori del Comune hanno portato con sè anche palloni, fischietti e una sagoma del sindaco che indossa una maglietta da calciatore il cui numero è zero. Tra due alberi, è stato appeso uno striscione dallo slogan auto esplicativo: “Rapinese, non puoi fare il bomber senza una squadra”.

Lo sciopero è firmato da Rsu, Cgil, Cisl, Uil, Cobas e Cse. Tra le motivazioni dietro questa mobilitazione ci sono anche le proposte sull’incremento del salario accessorio, rese possibili dal decreto Pa: i dipendenti hanno ritenuto “indecente” la disparità tra l’importo destinato ai 22 lavoratori in posizioni di elevata qualificazione (1.818 euro) con la somma per gli altri 602 dipendenti (99 euro). Rifiutata questa proposta e quella seguente, ritenuta ancora ingiusta, Rapinese ha revocato due delibere di giunta che stanziavano in tutto circa 179.000 euro. E il frutto della mancata contrattazione è presto fatto: una riduzione media di circa 287 euro a testa sulla produttività, a cui si è aggiunto un vincolo sugli scatti di carriera.«Nonostante le scorrettezze antisindacali abbiamo tentato il dialogo» scrivono i lavoratori. Tuttavia, l’Amministrazione avrebbe avanzato una proposta «a condizioni ancora più penalizzanti della prima». Davanti al tavolo di contrattazione abbandonato, l’indiziato non è solo il sindaco Alessandro Rapinese, ma l’Amministrazione tutta, a cui i lavoratori chiedono il ripristino delle risorse revocate, un dialogo più aperto con i sindacati, meno decisioni somministrate dall’alto e, soprattutto, dignità e correttezza. Qualche settimana fa, annunciata l’agitazione, il sindaco aveva risposto: «Possono scioperare anche per tutto l’anno e non cambia nulla».

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