Followers in cambio di favori sessuali
Condannato per violenza su due minori

Como: arrestato a gennaio con l’accusa di avere abusato di due ragazzine di 13 anni. A una delle due aveva promesso di poter aumentare i contatti social. Sconterà 8 anni e 8 mesi

Con una condanna a otto anni, otto mesi e venti giorni di detenzione (contro i dieci anni invocati dalla Procura) si è chiuso a Como il processo celebrato con rito abbreviato nei confronti di Alvaro Amello Mejia Mallqui, 30 anni, nazionalità peruviana, il finto “social media manager” che la squadra mobile della polizia arrestò lo scorso gennaio con l’accusa di avere abusato sessualmente di due ragazzine neppure quattordicenni, tra gli anni 2019 e 2020.

La vicenda, a suo tempo, aveva suscitato un certo scalpore, sia per l’età delle vittime sia per la spregiudicatezza con cui Mallqui riuscì a circuire almeno una delle due, convincendola di essere in grado di aumentare esponenzialmente il numero dei suoi followers in particolare su Instagram, il “social” in assoluto più frequentato dagli adolescenti.

Le fotografie

La ragazzina si convinse a posare seminuda per lui, certa che quelle immagini decisamente osé avrebbero contribuito allo scopo e non potendo immaginare quali fossero le reali intenzioni di lui. Il quale finì per obbligarla a sottostare alle sue richieste, minacciandola che, diversamente, le immagini sarebbero state divulgate senza troppe censure. In questa storia sono determinanti le madri: la madre di questa prima ragazzina “Instagram dipendente” e la madre di una sua amica e coetanea, accomunata dalla stessa sorte.

Gli amici portoricani

Mejia Mallqui, infatti, era accusato di avere abusato sessualmente di una seconda tredicenne, con la quale aveva intrattenuto per un certo periodo una relazione, prima che la madre di accorgesse di tutto. Quando la donna decise di affrontarlo a muso duro lui la minacciò, promettendole ritorsioni da un non meglio precisato gruppo di amici suoi portoricani.

Nel giro di pochi mesi, in questura ricevettero così due denunce, entrambe nei confronti del medesimo soggetto.

La squadra mobile avviò subito i primi accertamenti, trovando le conferme che cercava nei dispostivi in uso al peruviano e in quelli delle ragazzine. C’erano le prove delle relazioni, c’erano, soprattutto, le prove dei rapporto sessuali.

La Procura (pm Antonio Nalesso) ricompose così il quadro che valse all’ottenimento dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere che sempre i poliziotti della squadra mobile eseguirono lo scorso mese di gennaio, andando a cercare il peruviano nel Varesotto, per l’esattezza nel territorio del Comune di Viggiù, dve si era trasferito a vivere con una nuova compagna. Il processo si è celebrato con la formula del rito abbreviato. In altre parole l’imputato ha ottenuto, solo per il rito prescelto, lo sconto di un terzo di pena.

Mejia Mallqui era difeso dall’avvocato Loredana Marziotti, parti civili gli avvocati Laura Tettamanti e Margherita Pisapia. A beneficio delle vittime il gup Francesco Angiolini ha anche disposto il pagamento di una provvisionale a titolo di risarcimento immediatamente esigibile.
S. Fer.

© RIPRODUZIONE RISERVATA