(Foto di archivio)
Civiglio Lettera dei residenti che si dicono «esasperati e offesi da una tale inefficienza». Da Palazzo Cernezzi fanno sapere che i lavori procedono: serviranno altri cinque mesi
Como
A Civiglio è riesplosa la rabbia dei residenti che, da maggio 2024, convivono con una sorta di isolamento del quartiere arroccato sulla collina che sovrasta la città a causa dello smottamento da un terreno privato che ha determinato la chiusura di via Dei Patrioti.
La scorsa estate la strada era stata riaperta, seppur con una serie di limitazioni nelle dimensioni e nel peso dei veicoli in transito e legate alle allerte meteo, ma la doppia alluvione di metà settembre e la caduta di un grosso masso sulla via (chiusa) aveva portato i tecnici comunali a impedire definitivamente la possibilità di passaggio fino a dopo l’inizio dei lavori. Troppo pericoloso per l’incolumità dei cittadini mantenerla aperta, avevano spiegato. All’inizio di dicembre erano arrivati i primi operai, ma ora torna a lamentarsi chi da oltre un anno e mezzo convive con i disagi fatti di tempo perso, strade alternative e anche con il timore che le condizioni in cui è piombato il quartiere scoraggino le iscrizioni alla scuola primaria e che possa finire così, pure quella, nella lista di possibili chiusure future.
Ecco perché alcuni residenti (che si firmano «un gruppo di suoi cittadini civigliesi») hanno bussato al sindaco Alessandro Rapinese e alla sua giunta per denunciare lo stato di «stallo» in cui a loro avviso si trova il cantiere per la messa in sicurezza da mezzo milione di euro del versante di cui si sta occupando il Comune in sostituzione del privato (con il quale poi probabilmente si aprirà un contenzioso legale sui costi). «La strada è chiusa e i prospettati lavori di consolidamento del versante franato, diciamoci senza troppi giri di parole, non sono ancora iniziati» scrivono parlando di ritardo «di 45 giorni» dalla data formale di inizio attività, il 3 dicembre scorso. «La popolazione di Civiglio – si legge - è esasperata, arrabbiata, incredula ed offesa da una tale inefficienza. I tempi previsti per i lavori non saranno certamente rispettati se il cantiere è fermo. I dubbi sono molti e il timore che i lavori di consolidamento a valle della strada (non compresi nell’attuale appalto) comportino ulteriori mesi di chiusura è alto». I firmatari non arretrano. «Un gruppo di cittadini civigliesi si è ancora riunito, nonostante molti siano forse rassegnati o comunque abbiano imparato ad arrangiarsi nell’assenza totale dell’istituzione “Comune”, ed è motivato a farsi sentire, ad elencare disagi e preoccupazioni, ed a chiedere risposte». Denunciano il traffico in via Ghislanzoni definendolo «insostenibile con ingorghi che durano anche più di un’ora» e «pericoloso» oltre che «invalicabile per i mezzi di soccorso», lamentano disagi e costi in termini di tempo e denaro e ipotizzano una «richiesta di risarcimento» danni e chiedono chiarimenti sui lavori.
Di contro però arrivano indicazioni da Palazzo Cernezzi. La prima è che il cantiere a monte dovrebbe verosimilmente chiudersi il 2 giugno prossimo (182 giorni partendo dal 3 dicembre) e la seconda è che in queste settimane sono stati eseguiti interventi. Gli operai hanno effettuato opere di pulizia del versante e anche durante le vacanze natalizie sono stati fatti rilievi e approfondimenti tecnici di verifica puntuale del progetto in seguito alla rimozione della vegetazione. Assicurano che materiali e attrezzature sono pronte, ma che le perforazioni nella roccia non sono ancora iniziate per le temperature molto rigide che creano problemi alle previste iniezioni di calcestruzzo. Negli ultimi giorni, si apprende, sono stati effettuati ulteriori rilievi e sono in corso i tracciamenti delle opere e al momento non è scattato alcun allarme sul rispetto dei tempi finali.
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