Giardini a lago e polemiche. L’affondo: «Tutto già da rifare»

Dai camminamenti che già presentano distacchi e problemi, al porfido con cubetti ballerini, dalle condizioni del monumento alla Resistenza europea ai cordoli divelti fino ai prati “bruciati” e con porzioni mancanti dove è visibile solo terra

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Como

I giardini a lago, riaperti parzialmente a fine maggio, continuano a sollevare polemiche e perplessità non solo sui ritardi accumulati dal cantiere, sul nodo tra ciliegi e peri davanti al Tempio Voltiano (alla fine non si metterà nulla) o sulla tipologia dell’intervento (la zona della “battery” ad esempio è stata più volte stroncata da architetti e non solo), ma ora nel mirino finisce lo stato delle lavorazioni già concluse.

A lanciare l’affondo è l’associazione Nova Como che con i suoi vertici, Vincenzo Falanga e Teresa Minniti, ha pubblicato un video sui social in cui ironicamente ripercorrono quello postato a fine maggio dal sindaco Alessandro Rapinese nel quale annunciava la riapertura di una parte dei giardini, quella del cannocchiale e verso viale Mafalda di Savoia.

«Il 24 maggio scorso – commentano i due esponenti dell’associazione - il sindaco ha organizzato un’inaugurazione tra palloncini, spettacoli e proclami. Oggi, a quasi due mesi di distanza, la realtà è un’altra. Il cantiere è ancora aperto, serviranno altri soldi e nuove gare per completare l’area giochi e non esiste una data certa per la fine dei lavori». I due mostrano una serie di opere incompiute: dai camminamenti che già presentano distacchi e problemi, al porfido con cubetti ballerini, dalle condizioni del monumento alla Resistenza europea ai cordoli divelti fino ai prati “bruciati” e con porzioni mancanti dove è visibile solo terra. Già a poche ore dall’apertura era stato Luigi Bottone, ex consigliere comunale che ha annunciato la sua candidatura a sindaco per i Democratici di centro a denunciare, sempre con un video, sampietrini staccati, cordoli mai fissati, pozzetti pericolanti. Minniti e Falanga evidenziano il ritardo accumulato dal cantiere, che avrebbe dovuto chiudersi inizialmente nel febbraio 2024 e che poi proprio perché procedeva troppo lentamente aveva portato il Comune, un anno fa, a cacciare l’impresa e ad individuarne un’altra in base alla graduatoria della gara originaria.

Inizialmente era stato indicato il mese di marzo per la conclusione delle opere, poi slittato a fine aprile e poi a metà maggio. Ora lo stesso sindaco Rapinese ha indicato nella fine di ottobre la tempistica per l’ultimazione degli interventi. Altro tema sui cui fa leva Nova Como è quello dell’approvazione della variante da parte della Soprintendenza, contro la quale il sindaco più volte è intervenuto per stimgatizzare i tempi lunghi. L’ok (con l’indicazione di non piantumare né peri né ciliegi lungo il cannocchiale e con la prescrizione di sostituire i lampioni) è arrivato a fine maggio, ma Nova Como sottolinea come la perizia non sia ancora stata approvata dal Comune e come i lavori, nella parte ancora chiusa (verso lo stadio) siano fermi. Il sindaco il 26 giugno su Etv aveva dichiarato testualmente: «In queste ore dovrebbero ultimare la perizia in modo che si possano concludere i lavori in un tempo ragionevole, si sta ragionando per ottobre. Ho parlato con il direttore lavori e mi ha comunicato che stanno limando i centesimi perché sbagliare adesso vorrebbe dire fermarsi perché magari mancano 10mila euro. Quindi facciamo bene e portiamo a termine».

Fra l’altro proprio ieri il Comune ha versato 318mila euro alle due aziende impegnate per due stati di avanzamento lavori. Intanto è stata avviata nei giorni scorsi la gara da 640mila euro per i giochi per i bambini, che troveranno posto in uno spazio da circa 700 metri quadrati dietro la locomotiva. Impossibile prevedere i tempi, ma certamente non saranno brevi al punto che a Palazzo Cernezzi parlano di riapertura totale dei giardini (l’ipotesi, come detto, è fine ottobre) e della creazione dell’area giochi in un momento successivo.

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