Gli orti di Rebbio ancora nel degrado. Ma il sindaco: «Entro novembre il via ai lavori»
Nel mese di luglio, la polizia locale e i messi comunali avevano sollecitato l’uscita dei pensionati ancora attivi nell’area, fissando scadenze perentorie per la rimozione di recinzioni, bidoni e piccoli steccati. Da allora tutto è stato abbandonato ma ora c’è una data di inizio del progetto di riqualificazione
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A distanza di oltre tre mesi dalle diffide con cui Palazzo Cernezzi ha imposto la liberazione coatta degli orti sociali di via Tettamanti a Rebbio chiudendo le concessioni e riprendendo possesso dei terreni, sul posto non è stato avviato alcun cantiere e la zona, priva di manutenzione, presenta una vegetazione incontrollata. Nel mese di luglio, la polizia locale e i messi comunali avevano sollecitato l’uscita della dozzina di pensionati ancora attivi nell’area, fissando scadenze perentorie per la rimozione di recinzioni, bidoni e piccoli steccati. Ora si ha ufficialmente una data di inizio del progetto di riqualificazione: il sindaco Alessandro Rapinese ha dichiarato che i lavori inizieranno entro novembre.
Ad esprimere forte rammarico è Michele Abiuso, che curava l’appezzamento per conto del padre di 88 anni, titolare della concessione da tre decenni: «Se i lavori partiranno davvero entro novembre, potevano lasciarci l’orto per tutta l’estate. L’avremmo tenuto pulito e avremmo avuto un raccolto. Per molte persone anziane era uno scopo di vita per passare le giornate, mio padre ha sofferto molto nel vedere smantellare il suo lavoro. Negli anni di siccità andava persino a prendere l’acqua al lavatoio con la macchina. Si sono accaniti contro di noi pochi che tenevamo ordinato, obbligandoci a sbaraccare con cartelli perentori anziché dialogare apertamente o avvisarci per tempo. Un modo di fare aggressivo che non ha senso».
Luigi Terrana, uno degli storici coltivatori del quartiere, descrive così lo stato in cui versa l’area dopo l’addio forzato degli anziani: «Siamo a metà ottobre e non tagliano più neanche l’erba sopra i marciapiedi. A noi non hanno mai detto niente, soltanto che dovevamo abbandonare gli orti per via del degrado. Purtroppo su 45 orti, una decina erano ancora ben coltivati e gli altri del tutto abbandonati negli anni. Non era giusto fare di tutta l’erba un fascio».
Il residente sottolinea anche le spese sostenute in proprio per rispettare l’ordinanza sindacale ed evitare l’addebito di costi d’ufficio. «Ci avevano intimato di pulire, pena l’addebito dei costi. Io personalmente ho speso 400 euro per smaltire in privato dei bidoni ed altri rifiuti. Per portare via il materiale pesante ci hanno dato una mano soltanto i ragazzi della parrocchia di Rebbio. Ora però i cancelli sono rimasti aperti e gli orti sono del tutto accessibili: dove prima era pulito e coltivato, adesso l’erba è diventata altissima ed è cresciuto un vero e proprio bosco, peggio di prima», aggiunge Terrana.
Sulla vicenda è nuovamente intervenuto il parroco di Rebbio, don Giusto della Valle, sottolineando l’assenza di un confronto con il territorio: «I nostri ragazzi si sono messi a disposizione per aiutare gli anziani a sgomberare i materiali. È comprensibile pretendere ordine e decoro, ma ci sono modo e modo. Nel nostro quartiere ci sono le associazioni: perché non ci si poteva mettere assieme, come è stato fatto al cimitero di Rebbio dove c’è una regia e le cose funzionano? Rispetto a questa amministrazione il mio principio è aiutare, non punire. Se qualcuno non ce la fa più, lo spazio si riassegna o si mettono piante da frutto per chi ne ha bisogno»
Alle perplessità sollevate dal quartiere ha risposto direttamente al nostro giornale il sindaco Alessandro Rapinese: «Entro novembre partono i lavori di pulizia e con il bilancio preventivo che presenteremo in Consiglio comunale metteremo fondi per un progetto di riqualificazione». Negli intenti dell’amministrazione, la fascia verde liberata dovrebbe essere destinata a un uso pubblico generalizzato, con la possibile realizzazione di un piccolo parco rionale o di stalli di sosta. L’avvio degli interventi preliminari di riordino è quindi ora atteso entro la fine del mese prossimo.
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