Guerra, bollette più care a Como. Rincari di 350 euro per famiglia

I prezzi dell’energia Lo studio della Cgia sui dati di Nomisma Energia. Pesano gli aumenti di costi del petrolio e soprattutto del gas

Como

Il conflitto in Medio Oriente inizia a presentare il conto, non solo in termini umanitari ma anche economici. E le conseguenze, come evidenziano i dati di Nomisma Energia analizzati dall’ufficio studi della Cgia di Mestre, riguardano anche le famiglie comasche.

Lasciando da parte il caro carburante (per il quale si auspicano misure di mitigazione dell’aumento dei prezzi da parte del governo), secondo Nomisma Energia le bollette energetiche potrebbero avere anche a Como un incremento su base annua di 350 euro per famiglia nel 2026 rispetto allo scorso anno.

I dati

Partendo da questa ipotesi, l’ufficio studi dell’associazione di artigiani di Mestre ha stimato approssimativamente che il rincaro complessivo delle bollette sui bilanci delle 26,7 milioni di famiglie italiane potrebbe toccare i 9,3 miliardi. Per la provincia di Como e per le sue 267.297 famiglie (dato certificato a fine 2024) si tratterebbe di un incremento di spesa su base annua di 93,6 milioni.

Secondo Nomisma Energia e Cgia di Mestre, tuttavia, i rincari sono significativi ma l’impatto della guerra è comunque meno pesante rispetto a quanto avvenne dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina. «L’analisi delle quotazioni - scrive l’ufficio studi della Cgia - evidenzia infatti un quadro“sorprendentemente” stabile. Molte delle principali commodities hanno addirittura registrato lievi riduzioni di prezzo: il nickel è sceso dell’1,9 per cento, il rame del 2,6, il piombo del 2,7, lo zinco del 3 e lo stagno del 7,9. Si tratta di segnali che indicano come le catene di approvvigionamento globali e i mercati internazionali stiano reagendo con una certa resilienza all’incertezza del contesto internazionale».

Combustibili fossili: forti tensioni

Tuttavia, tra le materie prime monitorate dall’ufficio studi della Cgia, i combustibili fossili hanno effettivamente mostrato forti tensioni. Il prezzo del petrolio è salito del 45,8%, mentre il gas ha registrato una crescita più significativa, pari al 62%. In entrambi i casi, quindi, gli incrementi di queste ultime due settimane sono stati superiori a quelli verificatesi dopo l’invasione russa all’Ucraina. Intanto, è stato formalmente depositato nelle procure lombarde, e quindi anche a Como, l’esposto del Codacons «per le possibili fattispecie di rialzo fraudolento dei prezzi e per le manovre speculative su merci».

«Grazie all’iniziativa legale dell’associazione - si legge in una nota - sarà possibile ora avviare in Lombardia indagini penali volte a verificare se, sui prezzi al dettaglio di molteplici settori, si stiano verificando eventuali speculazioni che sfruttano la situazione in Medio Oriente per aumentare ad arte i listini, danneggiando i consumatori».

Si vedrà. Intanto le famiglie si preparano a mesi difficili, caratterizzati da ulteriori incrementi di spesa.

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