“Guerra” per l’acqua in Regione: «C’è troppa siccità, servono più rilasci dagli invasi»

La polemica Affondo dell’ex presidente del Consorzio dell’Adda: «La gestione delle risorse idriche richiede interventi»

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Como

I 4 milioni di metri cubi di acqua rilasciati ogni giorno nel lago dai colossi idroelettrici della Valtellina, concordati con Regione Lombardia e in particolare dall’assessore alle Risorse idriche Massimo Sertori sono insufficienti e la quota andrebbe più che raddoppiata. Questo almeno secondo Gianni Del Pero, già presidente del Consorzio dell’Adda (che regola la diga di Olginate) e del Wwf Lombardia. «Mentre l’agricoltura, i laghi, i fiumi e l’ambiente chiedono l’acqua che compete loro – dice - negli invasi idroelettrici alpini 223 milioni di metri cubi d’acqua aspettano che qualcuno prenda atto della grave siccità che sta colpendo l’intera Regione Lombardia e ordini ai gestori degli invasi idroelettrici alpini di rilasciare subito 10-12 milioni di metri cubi d’acqua al giorno, raddoppiando la portata dell’Adda per 20 giorni, anche se non dovesse più piovere fino a fine mese, che basterebbero a rialzare il livello del Lago, consentendo le attività ora in grave crisi, al deflusso minimo vitale nei corsi d’acqua, addirittura messo in discussione, e fornire l’acqua necessaria per tutte le attività della Pianura, agricoltura e usi alimentari in primo luogo».

Il rilascio concordato è insufficiente

E aggiunge: «Il rilascio concordato di 4 mc al giorno è insufficiente e rischia di lasciare la Lombardia a secco mentre gli invasi saranno ancora gonfi a fine mese mentre l’assessore si rassegna a diminuire da settimana prossima i prelievi d’acqua per l’ Agricoltura». Del Pero parla di «situazione gravissima del lago di Como e della gestione delle risorse idriche in Lombardia che richiede un intervento di emergenza che Regione Lombardia fatica ad intraprendere, o forse non vuole affatto intraprendere».

Il livello del lago scende

Intanto il livello del lago continua a scendere e ieri alle 13 ha toccato lo zero idrometrico (alle 8 era a 1 centimetro sopra lo zero) con afflusso pari a 127 metri cubi al secondo e un deflusso di 186,9 metri cubi al secondo. Dati che significano che la diga di Olginate è aperta e che si sta mandando l’acqua alla pianura ma che senza pioggia e con il caldo torrido e nonostante il rilascio controllato dei 4 milioni di metri cubi al giorno dagli invasi non fa ben sperare nemmeno per le prossime settimane. Come termine di paragone il dato medio del livello del Lario dal 1946 ad oggi, riportato su laghi.net, è pari a 91 centimetri sopra lo zero (con un record del 1980 di 158 centimetri e, al contrario, del 2022 con 39 centimetri sotto lo zero).

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