Cronaca / Como città
Sabato 24 Gennaio 2026
Guide turistiche: «L’esame di abilitazione?
Impossibile, quesiti assurdi»
La protesta Abilitazione, meno del 2% di candidati passa la prova. Roberta Caprani: «Non è così che si procede»
Dodicimila candidati, appena 230 promossi, meno del due per cento.
I numeri della prima prova scritta dell’esame nazionale per l’abilitazione a guida turistica, che si è tenuta lo scorso mese di novembre, stanno facendo discutere e preoccupano soprattutto territori ad alta vocazione turistica come Como, dove la carenza di guide è ormai una realtà quotidiana.
«È stato un esame infattibile», afferma senza mezzi termini Roberta Caprani, presidente dell’associazione Guide e Accompagnatori di Como e Provincia. «Ho raccolto decine di testimonianze: domande spesso assurde, programmi vastissimi, materie da imparare a memoria senza un vero criterio. Non è così che si formano dei professionisti». Secondo Caprani, il problema non è il livello di difficoltà in sé, ma l’impostazione dell’esame, troppo nozionistica e lontana dalla realtà del lavoro sul territorio.
A Como, intanto, il turismo cresce anno dopo anno, ma le guide non aumentano, anzi: «La domanda è altissima e noi facciamo il possibile per coprire tutti i servizi, ma non è facile», spiega. «Durante la stagione si lavora sette giorni su sette, senza pause. Chi è più esperto finisce per caricarsi tutto sulle spalle, perché non se la sente di dire di no». Una situazione che, nel lungo periodo, rischia di diventare insostenibile.
Caprani sottolinea anche un altro nodo critico: l’assenza di nuove guide locali preparate davvero sul territorio. «Chi ha superato lo scritto spesso lo ha fatto studiando a memoria centinaia di pagine. Ma questo non significa saper raccontare Como, conoscerne la storia, le specificità, il rapporto con il lago. Servono competenze vere, non un’infarinatura generale».
A pesare, secondo la storica guida comasca, è soprattutto un sistema che non riesce a tenere il passo con la crescita del turismo e con le esigenze operative del territorio. «Noi non abbiamo mai lasciato un cliente senza guida - ribadisce Caprani - ma il sistema così com’è non funziona».
Una criticità condivisa anche a livello nazionale. Anna Bigai, presidente dell’Associazione Nazionale Guide Turistiche, parla di un esame «estremamente nozionistico» e strutturalmente sbagliato. «È impossibile conoscere in modo serio e professionale tutto il territorio italiano. Il rischio è formare guide che sanno tutto e niente, senza un vero legame con i luoghi che raccontano».
Perché mentre i numeri dell’esame restano impietosi, a Como il problema è concreto e immediato: troppi turisti, troppe poche guide. E il rischio è che a rimetterci sia la qualità dell’accoglienza e del racconto del territorio.
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