I ciliegi e il taglio «non autorizzato». Rapinese attacca tutti: «Un’altra bugia su di me»
Sotto accusa i consiglieri del Pd Legnani e Lissi, ma anche Gaddi e Veronelli, che replicano: «Il primo cittadino vende fumo»
Como
Scontro totale sui ciliegi tagliati ai giardini a lago a inizio novembre e sulla proposta di perizia di variante (su cui si deve esprimere la Soprintendenza) che prevede di sostituire i filari di ciliegi con i peri. Ad accendere la miccia è stato il sindaco Alessandro Rapinese che ha pubblicato un post sui suoi social poche ore prima della manifestazione di domani mattina alle 10 al Tempio Voltiano. Post intitolato «La balla dei ciliegi a lago “tagliati senza autorizzazione”» nel quale attacca tutti, dal Pd al consigliere regionale Sergio Gaddi all’ex presidente del consiglio comunale Anna Veronelli.
Punto di partenza una presa di posizione dei consiglieri dem Stefano Legnani e Patrizia Lissi dei giorni scorsi che in un comunicato, pubblicato da tutti i mezzi di informazione locali, sostenevano che il taglio fosse «non autorizzato». A riguardo Rapinese ha definito «bugia» la mancanza di autorizzazione, che fa risalire al 29 novembre 2021 dal Soprintendente. Poi il primo attacco: «Ad autorizzare definitivamente il taglio dei ciliegi, ci ha pensato il centrodestra con la delibera di giunta del 23 dicembre 2021». E ancora: «Nel progetto esecutivo del settembre 2022 (con Rapinese sindaco, ndr), riappaiono proprio quei ciliegi che Landriscina, sindaco di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, aveva deciso di abbattere».
La sua ricostruzione arriva poi a ottobre scorso, quando l’agronomo del cantiere dei giardini a lago in una relazione ha scritto che si doveva «procedere con l’abbattimento degli alberi a tutela della pubblica incolumità». Il 22 ottobre l’ordine di abbattimento del direttore lavori. Parla poi della proposta di perizia di variante del 19 gennaio scorso con la quale l’agronomo propone di piantare peri anziché ciliegi. Segue un nuovo affondo con una serie di domande a Gaddi (e Veronelli) che si può sintetizzare con «la scelta di tagliare i ciliegi è stata del centrodestra, perché non avete protestato allora?».
A stretto giro sono arrivate le repliche che rispediscono al mittente le accuse. Lissi e Legnani del Pd non arretrano: «Il sindaco ci accusa di aver detto bugie sul taglio dei ciliegi, ma la realtà è ben diversa. Come lui stesso riconosce, l’attuale progetto esecutivo, che proprio la sua amministrazione ha approvato, prevede il mantenimento dei ciliegi e l’integrazione, con nuove piante di ciliegio, di quelli che negli anni erano morti. Ora pensa di sostituire i ciliegi con dei peri, deposita un progetto di variante che richiede il parere della Commissione paesaggio del Comune e l’autorizzazione della Soprintendenza, come lui stesso ricorda. È quindi lo stesso sindaco che riconosce che per il taglio dei ciliegi e la loro sostituzione con i peri è necessaria un’autorizzazione della Soprintendenza che al momento dell’abbattimento non c’era e non c’è neppure ora. Le bugie non sono del Pd».
Gaddi ha scelto la modalità video. «Addirittura mi fa diventare parte della giunta Landriscina – dice – ma io neanche mi ero candidato. Siamo nella follia per tentare di coinvolgere il centrodestra». Accusa il sindaco di «vendere fumo» e di dire «palle spaziali». E chiude: «La verità è molto semplice, è che non si possono, non si devono, sostituire i ciliegi con i peri. Questa sostituzione la vuole lui con le sue perizie di variante».
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