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Viaggi La crisi geopolitica e la situazione in Medio Oriente non sembrano pesare sulle scelte dei vacanzieri. Le mete preferite restano quelle del Mediterraneo, ma anche l’Egitto. Posticipate le destinazioni a lungo raggio
Lettura 2 min.La crisi in Medio Oriente e la situazione generale geopolitica non spaventano i comaschi che non rinunciano alle ferie, al massimo le spostano. Questo quanto emerge dalle agenzie di viaggi, che non sembrano accusare flessioni nelle prenotazioni, con le mete più gettonate che, per l’estate, restano legate al Mediterraneo, ma c’è anche chi va oltre, con viaggi intercontinentali. Certo, la situazione in Oriente spinge a evitare questo tipo di destinazione, ma non a rinunciarvi del tutto.
«Fortunatamente non abbiamo avuto ripercussioni – spiega Elena Francomano, di Atlante Viaggi Italia con una sede in via Dante – bisogna considerare che ora non è il periodo ideale per andare in Medio Oriente, anche in situazioni normali non sarebbe la meta. Incide un pochino sulle scelte del volato a lungo raggio, tante compagnie infatti hanno scalo lì anche se comunque tutti i voli stanno partendo regolarmente. È più una sorta di scrupolo, ma i voli sono operati regolarmente. L’italiano medio tende a scegliere il Mediterraneo, quindi la situazione non incide. Certo, se la crisi dovesse protrarsi in autunno o fino alla primavera, allora si potrà avvertire la sofferenza. Ci sono molte prenotazioni last minute ma è una tendenza già da qualche anno, più che altro per un discorso economico. Questo vale per il cliente medio, l’altospendente prenota anche un anno prima. Si parla di 15-20 giorni prima, fanno il calcolo su quello che hanno a disposizione. Le destinazioni preferite sono Grecia, Spagna e Baleari, è richiesta anche l’Italia più degli altri anni. Come lungo raggio, Zanzibar, Madagascar e anche Kenya».
Una situazione simile è descritta anche da Alessandro Polli, dell’agenzia Ovet Travel Designer Como, pur con qualche influenza sulle prenotazioni che comunque ci sono.
«Il trend è stato condizionato da quello che è successo con la crisi mediorientale - spiega -. Il lungo raggio si era fermato, ma ora è ripreso. L’andamento delle prenotazioni è stato alterato da questi eventi. Ora la situazione è tornata alla normalità. Chi di solito programma viaggi a lungo raggio lo fa con largo anticipo, quest’anno le persone hanno scelto destinazioni più vicine, non tanto per questioni di sicurezza ma piuttosto per praticità. Ci aspettiamo un bel rimbalzo sulla stagione invernale. Ora le vacanze sono più distribuite durante l’anno».
Non rinunce, quindi, ma piuttosto delle riprogrammazioni, preferendo posticipare le mete più lontane tra l’autunno e l’inverno. Ma nel frattempo, chi ha budget a disposizione non sta comunque a casa.
«Non ci sono state grandi flessioni, ma le vendite sono state spalmate in mesi diversi, il che non è un male. Le destinazioni più scelte? A corto raggio gli evergreen quindi Grecia, Spagna e nord Europa, l’Egitto che non ha cali. Per il lungo raggio hanno sofferto gli Stati Uniti nonostante il cambio favorevole; sta andando molto bene l’Africa australe o centrale, Tanzania e Kenya e sempre bene l’Oriente con Indonesia, Bali e isole varie. Confermata come meta gettonata la Cina, anche grazie al fatto che da un paio d’anni hanno tolto i visti. Andato bene anche il Brasile, per chi ha il budget naturalmente. La vacanza in Italia, Grecia e Spagna costa più di quanto si possa immaginare, Grecia e Spagna soprattutto non sono più così economiche. Il rapporto qualità prezzo non è eccezionale. Chi ha un po’ più di budget preferisce andare lontano».
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