I preventivi erano tutti sbagliati. La grande mostra costa il 50% in più

L’evento Il consiglio comunale approva una variazione di bilancio per un totale di 235mila euro. Finanzieranno l’evento dedicato al pittore Turner. Le opposizioni: «Quanta improvvisazione»

I costi della mostra (divisa in due location e una terza per l’arte arte contemporanea) dedicata al “pittore della luce” William Turner, in programma dal 29 maggio al 27 settembre prossimi, sono saliti a quasi 700mila euro ancora prima dell’inaugurazione. Il consiglio comunale, su richiesta della giunta, ha ratificato infatti all’interno di una variazione di bilancio la somma extra di 235mila euro per una serie di costi aggiuntivi emersi nelle fase più avanzata della pianificazione. Nel documento si parla della necessità di «far fronte agli sviluppi organizzativi sopravvenuti a seguito delle interlocuzioni con la Tate Gallery».

L’assessore al Bilancio Monica Doria ha spiegato in aula i maggiori costi indicati dal settore Cultura guidato dal collega Enrico Colombo: per il trasporto delle opere per sopravvenute esigenze tecniche la stima è passata da 70mila a 125mila euro (è stato specificato che la scelta del vettore incaricato è stata fatta direttamente dalla Tate Britain), sono stati rivisti i valori assicurativi delle opere e si è passati dalla stima di 30mila degli uffici al premio reale di 50mila euro. Si aggiungono poi i maggiori costi per vetrine climatizzate per il Broletto e integrazioni del controllo climatico in Pinacoteca (dopo i risultati negativi arrivati da un monitoraggio ambientale fatto dalla Tate che non era risultato idoneo alla conservazione delle opere) da 30mila di preventivo a 90mila, per l’adeguamento degli spazi a San Pietro in Atrio (sala proiezioni e sgombero locali) da 10mila a 60mila euro. Infine i costi di comunicazione passano da 40mila a 80mila euro (non solo ufficio stampa, ma una campagna mirata) e 10mila euro serviranno per il personale specializzato (presente in tutte le fasi di allestimento e disallestimento).

A bilancio

A bilancio inizialmente per il maxi evento culturale erano stati messi 450mila euro e si sale quindi ora a 685mila euro. I 235mila euro extra sono stati finanziati in parte (125mila euro) con riduzioni agli stanziamenti al settore Cultura e per il resto (100mila euro) grazie ai maggiori introiti derivanti dai visitatori e dall’incremento delle tariffe di ingresso.

Dall’opposizione non ci sono contrarietà al grande evento, ma viene chiesta chiarezza sui numeri e sull’evento di cui si conoscono finora pochissimi dettagli sul progetto, anche culturale. Ad esempio non è ancora stato reso noto il numero delle opere che saranno esposte tra Broletto e Pinacoteca. «A prescindere dal fatto che ad oggi non sono ancora noti i dettagli tecnico artistici della mostra su Turner – commenta il capogruppo di Svolta Civica Vittorio Nessi - ciò che lascia allibiti è l’improvvisazione dimostrata dall’amministrazione nel prevedere un budget di spesa inferiore del 50% delle reali necessità (le indicazioni, da quanto detto in aula, sono arrivate direttamente da Londra, ndr), essendo passati da 450mila a 685mila euro, al punto da far impallidire le critiche mosse da Rapinese, a suo tempo, nei confronti delle mostre organizzate da Gaddi e da Lucini». Gli fa eco Stefano Legnani, proprio sui maggiori costi in fase di realizzazione e ancora prima dell’inizio dell’evento. «Noi siamo favorevoli alle grandi mostre – precisa l’esponente del Pd – e infatti avevamo sostenuto in passato anche quelle del centrodestra. Qui non è chiaro quali opere ci siano e non si comprende come si sia potuto sbagliare gli stanziamenti iniziali in modo così marcato al punto che, in pochi mesi, sono aumentati del 50%».

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