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La replica Il sindaco Rapinese spiega la sua versione. Ma Molinari e Gaddi:«Quale l’interesse pubblico?»
Lettura 2 min.Non si fermano le polemiche sulla decisione dell’amministrazione Rapinese di inserire la sede di viale Puecher della Canottieri tra gli edifici per i quali i privati possono presentare un progetto di partenariato pubblico privato e la domanda ricorrente è quale sia l’interesse pubblico. E il sindaco Alessandro Rapinese, finito nell’occhio del ciclone sia da parte dei vertici della società sportiva (che hanno sottolineato di non aver chiesto alcun inserimento al Comune e non avere avuto informazioni sulla delibera di consiglio) che della politica, oggi 29 settembre è intervenuto con un post per «fare chiarezza».
Spiega la sua versione di fronte alla preoccupazione della società che conta quasi 500 soci: «Inserendo la sede della Canottieri abbiamo semplicemente sanato un involontario sgarbo fatto alla nostra gloriosa associazione sportiva: infatti era uno dei pochi immobili a destinazione sportiva che non avevamo ancora inserito nell’elenco. Perché in passato non lo avevamo inserito? Semplice, non era stato inserito perché avendo concessione in scadenza nel 2029 ce l’eravamo presa comoda».
Poi aggiunge: «L’auspicio è che la società possa, essendo un “privato”, come hanno fatto e stanno facendo altre gloriose associazioni sportive del territorio, garantirsi un futuro di qualità autogestito senza dover interagire con quella macchina amministrativa pachidermica che è (o forse dovrei dire era) Palazzo Cernezzi». Invita quindi indirettamente la Lario a presentare un progetto.
Poi il sindaco liquida le prese di posizione degli ultimi giorni con «ricerca di polemiche nelle quali sguazzare». E chiude: «Perché per tutte le altre di sedi di associazioni sportive inserite nell’elenco dei partenariati pubblico-privato in passato non è stata fatta nessuna polemica e oggi invece per quella della Canottieri sì?». Va però detto che nel lungo elenco allegato alla delibera ci sono tutti i centri sportivi di calcio (oltre a stadio, area di Muggiò e piscina Sinigaglia) e non ci sono immobili di società sportive in posizione tanto prestigiosa come quello della Canottieri, eccezion fatta per il Tennis Como.
Intanto nella giornata di oggi sono intervenuti il presidente provinciale di Fratelli d’Italia Stefano Molinari e quello di Forza Italia Sergio Gaddi chiedendo quale sia l’interesse pubblico alla base della decisione. «Non sono contrario al partenariato pubblico-privato – le parole di Molinari - quando serve realmente a realizzare un interesse pubblico. Ma qui faccio fatica a capire quale interesse pubblico richieda di aprire ai privati una struttura che una funzione pubblica, sportiva e sociale la svolge già. Rivolgo al sindaco una richiesta molto semplice: tolga la Canottieri dall’elenco dei possibili partenariati e garantisca che il Comune lavori con la società».
Gaddi dal canto suo dice: «Subito dopo la scuola Corridoni la nuova aggressione della giunta Rapinese colpisce la Canottieri, e lo fa con il consueto tono, che lascia aperta la solita domanda: qual è l’interesse pubblico di questa scelta? Quali motivazioni di natura collettiva portano a una grave ingerenza verso l’autonomia centenaria della storica società, patrimonio identitario e sportivo della città? Come giustamente dicono il presidente Salvagni e il presidente Molteni, la Canottieri ha sempre rispettato l’edificio nel modo più corretto. Oltretutto la concessione scade tra 3 anni. Perché questa fretta?».
Molto amareggiato l’ex assessore della giunta Botta Nini Binda, legatissimo alla Lario: «La Canottieri Lario è sempre stata una società interclassistica accogliendo tutti. Lì imparai a nuotare ed a vogare quindi comprendo l’amarezza dell’ex presidente Molteni a cui sono legato da una lunga amicizia e mi batterò affinché la Lario non diventi la succursale di nessuno».
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