Il Comune cede i terreni all’autosoccorso. La sentenza: li liberi e paghi 280mila euro
Il caso Quasi vent’anni fa Palazzo Cernezzi aveva concesso un’area di via Tentorio a Lauria. Dopo la battaglia persa dall’ente al Tar per la tangenzialina ora li rivuole, fa causa e la vince
Lettura 1 min.Il giudice di Como Marco Mancini ha condannato l’autosoccorso Lauria a pagare 283mila euro al Comune di Como, ordinando alla società di sgomberare con effetto immediato dal terreno occupato in via Tentorio.
La sentenza, emessa nelle scorse settimane e già appellata dai legali di Lauria (gli avvocati Elia ed Elisabetta Di Matteo) è figlia della battaglia in corso da anni tra l’autosoccorso di Camerlata e l’amministrazione cittadina. Con quest’ultima che, dopo i pronunciamenti di Tar e Consiglio di Stato che hanno di fatto dato costantemente torto all’ente pubblico, ha deciso di passare al contrattacco davanti alla giustizia civile.
Il Comune, in buona sostanza, contesta all’autosoccorso Lauria di aver occupato abusivamente per anni il terreno di via Tentorio che, peraltro, la stessa amministrazione consegnò a Lauria nel novembre 2007. A quell’epoca Palazzo Cernezzi e società di autosoccorso firmarono un accordo propedeutico alla realizzazione della cosiddetta tangenzialina di Camerlata, quella - per intenderci - che collega l’area all’uscita della Pedemontana alla via Oltrecolle. L’accordo prevedeva l’acquisizione del Comune del terreno di Lauria in via del Lavoro e la concessione a Lauria dell’area demaniale di via Tentorio. Il problema - ed è tutto attorno a questo che ruota la sentenza del giudice civile di Como - è che l’accordo non fu seguito da alcun contratto definitivo. E quindi (questa la conclusione del giudice) senza contratto, l’occupazione è senza titolo.
Per i legali di Lauria la decisione suona come una beffa. Per tutta una serie di motivi. Innanzitutto perché la giustizia amministrativa ha sempre bacchettato duramente il Comune riguardo ai provvedimenti connessi con la tangenzialina: fin dal 2022 i giudici del Tar hanno bollato come illegittime le modalità di acquisizione del terreno di Lauria da parte dell’amministrazione cittadina, arrivando addirittura a ventilare la messa in pristino dell’area (tradotto: lo smantellamento della tangenzialina), salvo poi il Consiglio di Stato metterci una pezza.
Inoltre Lauria occupava i terreno di via Tentorio non certo all’insaputa del Comune. Anzi: quei mappali furono consegnati materialmente nel novembre 2007 dall’ente pubblico e Palazzo Cernezzi nel 2017 ha rilasciato un’Autorizzazione unica ambientale valida fino al febbraio 2031 riguardante anche i terreni di via Tentorio. Quell’autorizzazione - di cui nulla si dice in sentenza - non è certo un titolo per occupare i mappali, ma resta una domanda (che farà parte del cuore del ricorso in appello): se l’occupazione è considerata priva di qualsiasi titolo fin dal 2007, che significato hanno la consegna effettuata dal Comune e i successivi atti amministrativi dello stesso ente relativi all’attività esercitata proprio su quell’area?
La palla passa ora al secondo grado, al quale i legali di Lauria hanno chiesto la sospensione della sentenza di Como. Ma sull’intera vicenda pesa anche la domanda di risarcimento da 1,2 milioni avanzata dall’autosoccorso nei confronti del Comune per l’esproprio di via Del Lavoro. Situazione quantomeno ingarbugliata. E, potenzialmente, esplosiva.
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