Il Comune ha detto no alla rottamazione delle cartelle fino a mille euro: nessun condono per 815 comaschi morosi

Como Sono questi i numeri dei cittadini che avrebbero potuto beneficiare del provvedimento: i loro debiti con Palazzo Cernezzi ammontano a 400mila euro

La giunta di Palazzo Cernezzi ieri ha detto no alla rottamazione delle cartelle (limitatamente a sanzioni e interessi) fino a mille euro. Il Governo lascia infatti ai Comuni, entro il 31 gennaio, la facoltà di non aderire al mini-condono.

«Accettare sarebbe sbagliato»

A Como, secondo le stime, sono 815 i comaschi che avrebbero potuto beneficiare del provvedimento e che hanno complessivamente debiti con Palazzo Cernezzi che ammontano a circa 400mila euro. La quota che avrebbe potuto essere “stralciata”, relativa a sanzioni e interessi, è pari a 138mila euro, ma l’esecutivo cittadino, su proposta dell’assessore alle Finanze Monica Doria (che porterà ora il provvedimento in consiglio comunale) ha deciso che i morosi dovranno pagare. Una decisione coerente con quanto previsto in materia di contrasto all’evasione dalle linee programmatiche dell’esec

utivo e con i provvedimenti assunti finora proprio per far pagare Tari, Imu e multe.

Il provvedimento riguarda nel dettaglio la possibile rottamazione delle cartelle esattoriali emesse fra il 2010 e il 2015, e per un importo non superiore a mille euro, prevede lo stralcio solamente delle sanzioni e degli interessi di mora: il debito relativo al mancato saldo del tributo resta comunque da pagare. Meccanismo identico per le sanzioni derivanti da violazioni al Codice della strada. Ma la giunta ha bocciato la strada della rottamazione.

«Non vedo per quale motivo - spiega il sindaco Alessandro Rapinese - dopo aver stressato il Comune per recuperare le cifre evase dovrei concedere ad altri evasori certificati di non pagare. Io le tasse le pago, vorrei le pagassero tutti». E aggiunge: «Non ho intenti persecutori, ma alla città quei soldi servono. E inoltre che messaggio daremmo ai cittadini? Significherebbe dire loro che è meglio non pagare. Ecco perché mi spieghino perché dovrei concedere una cosa del genere».

I Comuni si sono divisi a livello italiano sulla rottamazione delle cartelle. Alcuni hanno già annunciato che non accetteranno lo stralcio per le cartelle relative all’Imu e alle altre tasse locali, in primis la Tari. Hanno già detto no città come Milano, Roma, Bologna e Firenze, Piacenza, Verona e Bari solo per citarne alcuni.

Ora in consiglio

Adesso - il provvedimento dovrà essere approvato dal consiglio comunale - si aggiunge anche Como.

Altre amministrazioni hanno invece scelto la strada del mini condono. Ad esempio Arezzo, Lucca, Lecce, ma anche la vicina Sondrio. C’è chi motiva l’adesione con un aiuto a chi è in difficoltà e chi, rassegnato, sostiene che tanto chi non vuole pagare, alla fine, continuerà a non farlo.

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