Il digiuno per la pace e l’invito del vescovo: «Non rassegniamoci al male»
Chiesa Dal cardinale Oscar Cantoni l’appello a contrastare la violenza con la preghiera. Rilanciata la raccolta fondi
Como
«Siamo tutti preoccupati per la pericolosa escalation di violenza e guerra nell’intero Medio Oriente, che sta seminando vittime innocenti, costringe tante famiglie alla fuga e peggiora ulteriormente la spirale di violenza. Come cristiani non possiamo rassegnarci: rispondiamo a questa tristissima situazione con l’arma della preghiera, del digiuno, della promozione del dialogo e dell’azione diplomatica, dell’impegno per la pace, la giustizia e la fraternità».
Così si è espresso ieri, nel primo pomeriggio, il cardinale Oscar Cantoni nel corso della messa in occasione della giornata di preghiera, digiuno e penitenza per la pace indetta dalla Conferenza episcopale italiana. «La nostra preghiera sale al Dio della pace e dell’amore perché si apra presto un cammino di pace stabile e duratura, per quanti soffrono a causa della violenza e dell’odio, per le vittime dei bombardamenti, i profughi, i feriti, e le famiglie nel lutto trovino conforto nella solidarietà della comunità cristiana e nella speranza che viene da Dio», ha detto il vescovo in Duomo.
Ricordando anche gli appelli di Papa Leone XIV, Cantoni ha sottolineato un aspetto in particolare: «Siamo chiamati a ridare speranza di fronte allo smarrimento delle nostre società, agli orrori della guerra, alla perdita di vite umane». Non solo. È necessario ricostruire un tessuto morale e sociale per colmare l’assenza, sempre più evidente, di valori a cui ispirare comportamenti, regole e progetti per un futuro garante della dignità umana. La pace va costruita nel cuore di ogni essere umano».
La preghiera in Cattedrale è stata anche l’occasione per rilanciare i progetti a sostegno della Terra Santa e del Medio Oriente promossi dalla Caritas diocesana: altri 91mila euro stanno per essere inviati al Patriarcato Latino di Gerusalemme, a sostegno delle comunità che vivono sotto il peso di una crisi umanitaria senza precedenti. In nove mesi sono stati raccolti oltre 160 mila euro, dei quali 75mila già trasmessi nelle scorse settimane.
Vista la drammaticità della situazione e l’intensificarsi della guerra in Libano, la Caritas diocesana ha deciso, tramite Caritas italiana, di allargare la colletta anche a questo Stato. Tutte le informazioni su www.caritascomo.com.
© RIPRODUZIONE RISERVATA