(Foto di archivio)
Il caso Asst Lariana rilancia l’idea di un convitto per infermieri in Napoleona. Anche Asf cerca case per gli autisti, mentre Aler ammette: confronto carente
Case per lavoratori, l’Asst Lariana non rinuncia al convitto per infermieri, mentre con Aler si cerca di riaprire un dialogo per gli appartamenti in via Cecilio. Tra chi attende risposte c’è anche Asf (per gli autisti).
Nelle scorse settimane i tecnici della Regione Lombardia sono venuti in via Napoleona per valutare lo stato della palazzina dietro al monoblocco che un tempo ospitava la vecchia scuola per infermieri. Fatte le dovute riqualificazioni, vi si potrebbero ricavare una decina di mini alloggi da destinare per un periodo temporaneo ai sanitari neo assunti in arrivo da fuori. Persone che altrimenti faticano a trovare sistemazioni a prezzi sostenibili.
L’idea di realizzare un convitto, caldeggiata ormai da due anni dall’ex azienda ospedaliera, era stata in parte accantonata la scorsa estate. L’assessorato regionale al Welfare non aveva modo di finanziare l’opera senza soldi garantiti da Roma. E invece l’Asst Lariana è di recente tornata alla carica, con la speranza di portare nuovi servizi all’interno del compendio di via Napoleona, come immaginato del resto nell’accordo siglato più di venti anni fa per la costruzione del nuovo ospedale Sant’Anna.
Questa è comunque un’ipotesi di lungo periodo; nel breve tempo l’Asst Lariana avrebbe bisogno di trovare qualche appartamento, una ventina di letti, da dare a rotazione ai neo assunti. A tal proposito l’Aler ha costruito 36 appartamenti in via Cecilio ormai pronti, nuovi, ma ancora non assegnati. La metà degli alloggi doveva andare alle forze dell’ordine, ma sono poche le domande arrivate da vigili del fuoco e agenti. Oltre un anno fa la Regione aveva chiesto ad Aler di dialogare con i servizi pubblici per destinare case a sanitari, poliziotti, autisti. E questo confronto ad oggi, ammette l’agenzia, è stato carente. «Per far fronte all’emergenza legata alla carenza di personale – commenta il direttore amministrativo di Asst Lariana Giacomo Boscagli - vogliamo sondare tutte le strade per avere a disposizione alloggi temporanei o stabili da assegnare a medici, infermieri e altre professioni sanitarie interessate. In passato ci sono stati contatti con Aler che, tuttavia, non hanno ancora portato a progressi concreti. Siamo pronti a riprendere immediatamente i contatti».
La casa oggi, soprattutto nelle città più costose e turistiche, è un bonus importante per convincere i lavoratori della classe media a prendere servizio. «Abbiamo comunicato un fabbisogno stimato di circa 20 alloggi per i nostri autisti, la metà sulla città – dice Massimo Bertazzoli, amministratore delegato di Asf –. Attendiamo fiduciosi una risposta, si tratta di un sostegno per noi davvero necessario per riuscire a coprire il fabbisogno di personale».
La Fondazione Scalabrini, con il sostegno ad esempio di Confindustria, ha messo a disposizione degli autisti di Asf due appartamenti. Si tratta però di alloggi affidati alla fondazione da cittadini privati, in cambio di sicure garanzie circa affitto e morosità. Non sono case parte del patrimonio pubblico dell’edilizia residenziale. Bisogna pensare che tra il capoluogo e i Comuni limitrofi gli alloggi pubblici sono oltre 2100.
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