Il forno crematorio si è rotto ancora: famiglie costrette a portare le salme fuori dalla provincia

Como Dopo l’ennesimo guasto, l’impianto resterà fermo fino ad ottobre. Per i propri defunti c’è chi si organizza su Varese o, addirittura, contatta la Svizzera

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È fuori uso già da alcune settimane e lo sarà, probabilmente, fino all’inizio di ottobre (salvo imprevisti). L’impianto di cremazione del cimitero Monumentale, l’unico di tutta la provincia di Como, ha bisogno di nuovi interventi di manutenzione finanziati dall’amministrazione comunale che dovrebbero iniziare alla fine del mese per una durata di 45 giorni per il rifacimento del rivestimento refrattario. Nel frattempo, però, chi si trova con un lutto in famiglia in tutta la provincia è nuovamente costretto – e lo sarà ancora per due mesi – a rivolgersi altrove. Molti scelgono di cremare i propri cari nell’impianto di Varese oppure, a seconda dei tempi e delle disponibilità, a Novara o in Valtellina. C’è anche chi opta per la vicina Svizzera e per gli impianti di Chiasso e Lugano, che garantiscono tempi molto brevi ma richiedono documentazione aggiuntiva come il passaporto mortuario per il trasporto della salma e delle relative ceneri. I problemi legati all’impianto comasco vanno avanti da tempo e in passato, tra il 2016 e il 2020, era rimasto chiuso non solo per questioni tecniche, ma anche legali e burocratiche. Arrivando alla storia recente era rimasto fuori uso dall’ottobre del 2024 fino al giugno del 2025. Nelle scorse settimane un altro stop e, a breve, la riparazione. Il forno crematorio è operativo ormai da quasi vent’anni e questo spiega anche i continui problemi, aggravati dalla difficoltà nel reperire pezzi di ricambio che a volte, come lo scorso anno, devono essere praticamente realizzati su misura. La giunta ha previsto la possibilità, per i privati, di presentare proposte, attraverso la formula del project financing, per la realizzazione di nuovi impianti o di rifacimento integrale di quello esistente. Già nel 2018 erano arrivate due proposte diverse (una per un nuovo impianto a Camerlata), ma erano state respinte in quanto giudicate non idonee.

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