Il governo Draghi arriva al capolinea. E tra i politici comaschi è già guerra (la campagna elettorale è iniziata)

Politica Braga contro il Centrodestra, Locatelli accusa Pd e M5S, Currò attacca il premier. Alessio Butti: «Spettacolo indecente». E Caprani (Forza Italia) pensa già alle elezioni

Il governo Draghi arriva al capolinea. E tra i politici comaschi è già guerra (la campagna elettorale è iniziata)
Mario Draghi durante il suo intervento di ieri al Senato

La caduta del governo Draghi? Colpa di tutti e di nessuno. Ma, soprattutto, colpa di qualcunn altro. Se Chiara Braga (parlamentare comasca Pd) punta il dito contro Lega e Forza Italia, Alessandra Locatelli (assessore regionale leghista) accusa «il pietoso teatrino» di Pd e Cinquestelle, mentre per Giovanni Currò (deputato M5S) è solo colpa dello stesso Mario Draghi. Il quale, invece, per Mauro Caprani (coordinatore provinciale di Forza Italia) è «un timoniere di valore assistito da marinai che non sanno dove andare». Infine Alessio Butti (parlamentare di Fratelli d’Italia) guarda con sospetto la mancata salita al Colle da Mattarella ieri sera, e sospetta manovre strane.

Com’è inevitabile la galassia politica comasca è lo specchio delle posizioni nazionale. A partire dal pentastellato Currò: «Condivido pienamente la scelta dei colleghi del Senato di non votare la risoluzione legata alla crisi aperta dal presidente Draghi che ha svelato le fibrillazioni delle forze politiche di centro destra di governo, che si sono sempre espresse contro misure a sostegno di famiglie e imprese in questo momento difficile».

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