Il lago si ritira dalla città
E oggi la strada potrà riaprire

Ieri mattina il top a quota 142 centimetri - La battaglia contro i detriti: raccolte 2500 tonnellate

Como

Il lago ha raggiunto il livello massimo nella mattinata di ieri e, dal pomeriggio, ha cominciato la sua lenta discesa. Se il trend e il ritmo saranno confermati, già nel pomeriggio odierno potrebbe essere possibile riaprire la strada al traffico e, domani, il lungolago potrebbe essere completamente sgombro.

Certo, resta la questione detriti, ma anche su questo fronte il lavoro prosegue senza sosta e si conta di ripulire tutto quanto entro la prima metà della prossima settimana al massimo. Anche perché, con l’eccezione di possibili deboli temporali nel fine settimana, finalmente il tempo nel comasco sta tornando al bello.

Tra acqua e detriti

Pale, scope, rastrelli e, soprattutto, ruspe dotate di “bracci” speciali e gru in navigazione sulle chiatte: la scena che turisti e comaschi si sono trovati a vivere - e a fotografare - ieri è stata questa: un lungolago completamente invaso di tronchi e detriti e i mezzi messi in campo dal Comune, dalla Provincia e dall’Autorità di Bacino impegnati a raccogliere e smaltire tonnellate di materiale.

Ma torniamo all’andamento del livello del lago. Come detto fino a mezzogiorno il Lario ha continuato a crescere, raggiungendo il livello massimo di 142 centimetri (ricordiamo che il riferimento è lo zero idrometrico delle dighe di Malgrate) ovvero 22 centimetri oltre la soglia ufficiale (che in realtà, causa subsidenza, si è leggermente abbassata negli ultimi anni) oltre la quale assistiamo all’esondazione in piazza.

Quindi da mezzogiorno il livello è tornato ad abbassarsi dapprima al ritmo di mezzo centimetro all’ora, poi nel tardo pomeriggio quasi a un centimetro ogni ora, consentendo così a piazza Cavour di iniziare ad asciugarsi.

In realtà l’acqua in piazza non è arrivata, o - almeno - ha soltanto lambito i lati della piazza. Peraltro il fatto che il lago sia uscito, ma non abbia raggiunto livelli clamorosi, ha consentito ai mezzi impegnati nella pulizia delle acque di continuare a lavorare senza sosta.

Questo mentre all’interno dell’area della diga lavoravano il battello spazzino (maggiormente impegnato, per la verità, a ridosso della fascia esterna della diga foranea) e un braccio meccanico montato sopra una chiatta. Braccio meccanico che ha ideato un modo curioso - e artigianale - per spostare i detriti verso riva così da consentire poi alla ruspa che lavorava sul lungolago di raccoglierli: con un grosso tronco a fare da pala spingeva legni, rifiuti, materiale.

«In totale - spiega l’assessore comunale Marco Galli - abbiamo raccolto finora circa 2500 tonnellate di detriti, ma per ultimare il lavoro dovremo raccoglierne ancora circa cinquecento».
P.Mor.

© RIPRODUZIONE RISERVATA