Il leghista Carioni contro il “capo” Salvini: «Non è lui il salvatore del Patria»

La querelle L’ex presidente della Provincia: «Troppi due anni per i lavori. Dieci anni fa avevamo già sistemato motore e caldaie, restano gli arredi»

Due anni per rimettere in acqua il Patria, per l’ex presidente della Provincia Leonardo Carioni si tratta «di una attesa inaccettabile». L’esponente del Carroccio non risparmia una stoccata agli attuali vertici della Lega. Lo storico piroscafo è stata trasportato dalla Navigazione ai cantieri per essere ristrutturato entro il 2025 grazie a un investimento pari a circa quattro milioni di euro. La svolta, il mese scorso, è avvenuta in maniera inattesa grazie al diretto intervento del ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini.

Il no della Navigazione

«Sul Patria voglio dire la verità – racconta Carioni – Dieci anni fa ci eravamo attivati per salvare il piroscafo dalla rottamazione spinti dalla Famiglia Comasca. Convinti i ministeri a Roma, il battello era stato ceduto alla Provincia, perché non potevamo sistemare qualcosa che all’epoca era ancora di proprietà dello Stato. Riuscita l’impresa la Navigazione si era poi rifiutata di mettere in acqua il Patria, proprio perché non era più di proprietà statale. Ecco il motivo del lungo fermo. Poi è iniziato il lento declino, dovuto soprattutto al congelamento delle Province».

Enti che in realtà sono tuttora vivi e vegeti, hanno bilanci, nel caso comasco, rigogliosi, ma non hanno una rappresentanza eletta dai cittadini. Negli ultimi anni la Provincia ha dato mandato a imprenditori privati, ma anche questo progetto si è arenato, in sostanza la Navigazione non ha dato accesso ai cantieri. Comunque sia oggi la Navigazione ha assicurato impegno, l’obiettivo è recuperare il Patria entro il 2025. Si volta pagina.

«Sì, ma in due anni – ribatte Carioni – È tantissimo, è inaccettabile metterci tanto. I privati ci mettono molto meno, si parla di mesi al massimo. Ancor più se si pensa che lo scorso decennio avevamo già riqualificato il motore e le caldaie con un grande sforzo pubblico. La Navigazione adesso deve pensare tutt’al più alla ruggine e agli arredi. E’ inutile che certi personaggi politici vengano su da Roma e si fregino di vittorie che in realtà non gli appartengono».

«Grazie a Bossi»

Il riferimento, pur senza citarlo, è a Salvini, ministro e leader della Lega. Difficile dunque non notare che Carioni è sempre stato un politico leghista, fedele però al primo Carroccio, a quello di Umberto Bossi.

«E’ proprio a Bossi che bisogna dire grazie – dice ancora Carioni - merito suo se avevamo trovato i primi fondi per sistemare il Patria. E così pure all’amico Giuseppe Guzzetti che aveva stanziato delle risorse della Fondazione Cariplo. Adesso invece chissà. Chissà se e quando il Patria sarà davvero pronto e chissà quanti soldi il pubblico dovrà ancora spendere per la sua riparazione».

Dopo un lungo silenzio Carioni si dice pronto a combattere di nuovo, a partire dal Patria, un simbolo del nostro lago e del territorio comasco. Sempre a proposito di quella Lega che, alle origini, era molto ancorata ai simboli del Nord e della verde Padania.

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