Il mausoleo dimenticato fra i rovi: «Gioiello da restituire al paese»
Gironico di Colverde L’ultima manutenzione della “Tomba del marchese” risale al 2011 ad opera dei volontari della Protezione civile. «Gli eredi Raimondi da tempo auspicano un intervento di restauro». Dal Comune: «Non possiamo intervenire perché è proprietà privata»
Il mausoleo del Marchese Giorgio Raffaele Raimondi, meglio noto come “Tomba del marchese”, importante testimone della storia di Colverde, versa ormai da quindici anni in uno stato di abbandono e degrado.
L’ultima manutenzione risale infatti al 2011 ad opera dei volontari della Protezione civile di Gironico.
«Gli eredi Raimondi da tempo auspicano un intervento di restauro per riconsegnare alla comunità un’importante testimonianza storica - puntualizza Gilberto Rusconi, amministratore delle proprietà- Auspicano però che l’intervento di riqualificazione avvenga con l’apporto degli organi preposti alla conservazione dei beni culturali, ovvero con finanziamento dall’Unione Europea Pnrr com’è avvenuto con la chiesetta di Santa Caterina d’Alessandra degli stessi eredi Raimondi».
Da parte sua il Comune allarga le braccia. «Non possiamo intervenire per pulire bosco e sentieri, e tanto meno sulla “Tomba del Marchese” perché è proprietà privata», fa notare il vicesindaco Stefano Pozzi.
Il mausoleo si trova su un poggio, chiamato “Pioggera” che domina un vasto panorama di declivi, vallette, boschi e praterie in territorio di Gironico al Monte. Il marchese Raimondi volle costruire il suo mausoleo su questa, “Pioggera” per continuare a controllare le sue terre anche nella vita ultraterrena. A quel tempo davanti al suo mausoleo c’erano soltanto ampie rive coltivate a viti.
Non più raggiungibile
Il monumento, a causa della mancata manutenzione non è più raggiungibile attraverso la consueta strada di accesso; ci si arriva solo seguendo sentieri quasi impossibili da percorrere perché ricoperti di rami secchi e alberi caduti.
A chi riesce a giungere sul posto, il mausoleo si presenta ricoperto di vegetazione incolta, alberi caduti e rami secchi che impediscono la sua completa visione.
La breve scala di accesso alla tomba è addirittura ricoperta dal terreno riportato dalle acque piovane e da rami verdi e secchi: è soffocata da sterpaglie, rovi e alberi caduti che impediscono ad avvicinarsi.
«Il mausoleo -ricorda Rusconi - era stato anche oggetto di vandalismo: la base tombale era stata fortemente danneggiata».
«Il mausoleo di granito si trova sopra una piattaforma di pietre alla quale si accedeva con una scalinata -precisa il cultore di storia locale Mario Bernaschina - Ed è protetto da un tetto anch’esso di lastre massicce che poggia sopra sei colonne senza alcun segno ornamentale. Il tutto realizzato con materiale residuato dai lavori di sistemazione dell’antica casa dei Rusca. Il mausoleo un tempo era meta di visite da parte di tante persone e anche di scolaresche delle elementari a conclusione dei loro studi storici legati soprattutto al Risorgimento e al re dei due mondi, Giuseppe Garibaldi, il cui nome rimase legato al matrimonio della sorellastra Giuseppina. Garibaldi dopo aver liberato Como nel maggio 1859 fu ospite in casa Raimondi. Durante tale soggiorno intrecciò con Giuseppina: una relazione che sfociò nel matrimonio celebrato nell’oratorio della villa di Fino Mornasco a gennaio 1860 e bruscamente interrotto al termine della cerimonia».
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