Guerriglia dei giovanissimi, paura a Como per il 24 ottobre. Passamontagna e bombe carta, intervengono Salvini e Confesercenti

Como L’organizzazione sui social in vista di sabato prossimo, stesso giorno di Como-Sassuolo. Nelle chat i messaggi violenti di chi intende replicare in città i fatti di Milano. Commercianti preoccupati hanno contattato Confesercenti

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Como

Aggiornamento 19 ottobre - ore 13.50

«Mi scrivi su TikTok che ti stai preparando per andare ad assaltare il negozio Rolex o Sephora a Como. Non ti faccio arrivare a Como, anche se hai 14 anni». Queste le parole di Matteo Salvini, vicepremier, durante una conferenza stampa nella sede della Lega in via Bellerio a Milano. Come riportato dall’agenzia Dire, Salvini è al corrente di quanto si sta organizzando a Como per il 24 ottobre e dopo i fatti di Milano chiede di accelerare sulla proposta di legge “anti-maranza”, in discussione alla Camera. Il ministro chiede anche la possibilità di procedere agli arresti in differita sulla base delle immagini delle telecamere per saccheggio, devastazione o danneggiamento di gruppo: «Noi chiediamo e riteniamo che sia doverosa la possibilità di andare a bussare a casa di queste persone anche oggi o domani».

Anche Confesercenti Como fa sapere che «c’è grande apprensione tra i negozianti e gli operatori dei Mercati di Como» e che anche il presidente Claudio Casartelli ha scritto al Prefetto e al Questore per chiedere di prevenire l’arrivo dei giovanissimi in città: «Molti commercianti, sia negozianti che operatori del Mercato Mercerie e del Mercato Coperto, ci stanno contattando, spaventati dalla concreta possibilità che la giornata di sabato 24 ottobre, che sul fronte della sicurezza vede già l’organizzazione della partita tra Como e Sassuolo alle ore 15.00, si trasformi la sera in un conteggio di elevati danni alla propria attività senza che nessuno venga chiamato a risarcirli». Lo stesso Casartelli, come fatto da chi si è già esposto, ricorda che lo «spirito delinquenziale nulla ha a che fare con il sacrosanto diritto di manifestare pacificamente sancito dalla Costituzione Repubblicana».

La manifestazione

Sull’onda dei fatti accaduti a Milano, tra vetrine sbriciolate e lanci di fumogeni, ieri 18 ottobre hanno iniziato a circolare sui social dei messaggi riguardanti una presunta manifestazione, in programma per il 24 ottobre, organizzata dagli studenti. In realtà, si tratterebbe di un doppio evento: da un lato, una protesta pacifica con tutti i permessi del caso, dall’altro una protesta “abusiva” e dal carattere vandalico. L’annuncio, ripreso dalla pagina instagram Spottedcantù e poi viaggiato tra le stories, riferisce di «una manifestazione (che in realtà è una guerra civile) perché vogliono spaccare tutto».L’organizzazione di entrambe le versioni della protesta starebbe avvenendo in due gruppi whatsapp distinti, il cui invito circolerebbe tra i cellulari dei giovanissimi. Ma a preoccupare è la chat della protesta violenta, in cui si parla di passamontagna, bombe carta e voglia di distruggere. Una sorta di sondaggio poi sui negozi del centro da colpire.

Al netto del fatto che si tratta per ora di un annuncio limitato ai social, bisogna considerare che quel giorno, il 24 ottobre, Como sarà già interessata da un grosso dispiegamento delle forze dell’ordine, in occasione della partita delle 15 Como-Sassuolo.

Nel frattempo è arrivata una prima nota dalla politica, firmata da Alessandro Nardone, coordinatore cittadino di FdI: «Nei messaggi si farebbe riferimento a passamontagna, oggetti potenzialmente offensivi e attività commerciali da prendere di mira. Non sono in grado di stabilire se si tratti di conversazioni autentiche, provocazioni o contenuti falsi, ma appena ne sono venuto a conoscenza ho ritenuto doveroso trasmettere tutta la documentazione in mio possesso alla Questura, alla Prefettura, ai Carabinieri e alla Polizia Locale, affinché possano effettuare le opportune verifiche e valutare ogni misura preventiva necessaria. È importante distinguere questi contenuti, ancora tutti da verificare, dalle iniziative di chi intende manifestare pacificamente, esercitando un diritto garantito dalla Costituzione. Quanto accaduto a Milano non deve ripetersi a Como». E ancora: «Il diritto di manifestare è sacrosanto, ma non può diventare un pretesto per compiere atti criminali, né tantomeno per giustificare o relativizzare le responsabilità di chi ricorre alla violenza».

Giunge nel frattempo anche il commento di Marco Dalle, segretario regionale Lombardia Fiamma Tricolore - Italia Sociale: «Vorrei rivolgermi direttamente agli studenti e a tutti i giovani che prenderanno parte all’iniziativa, ricordando loro che manifestare è un diritto fondamentale, ma che tale diritto non deve mai diventare un pretesto per distruggere, saccheggiare o danneggiare ciò che le persone hanno costruito con anni di sacrifici e lavoro. Manifestare è legittimo, distruggere è inaccettabile. Dietro ogni attività commerciale, ogni vetrina e ogni bene danneggiato ci sono persone, famiglie e lavoratori che meritano rispetto. Ai giovani rivolgo un invito: scendete in piazza per le vostre idee, per le vostre convinzioni e per costruire un’Italia migliore. Fatelo con coraggio, con passione e con la volontà di essere protagonisti del vostro futuro, non per trasformare una manifestazione in un’occasione di disordine o di scontro».

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