Cronaca / Como città
Lunedì 05 Gennaio 2026
Il nuovo Sinigaglia. «Decidiamo insieme per il bene della città»
Stadio Reazioni dopo l’intervista al presidente del Como. Monetti: «Tenere equilibri con residenti e commercio». Cavalleri: «Per Suwarso il lago è come Disneyland»
Sì alla riqualificazione dello stadio, purché rispetti gli equilibri tra società, tifosi e il resto della città. Così si può riassumere il punto di vista dei commenti emersi dopo l’intervista al presidente del Como Mirwan Suwarso nel podcast The Athletic Fc, in cui ha parlato del progetto di riqualificazione del Sinigaglia che prevederebbe una decina di ristoranti e 15mila posti, multifunzionale e incentrato sul turismo.
I commenti
«Come ho sempre sostenuto, una riqualificazione dello stadio e della zona va a vantaggio della città e del commercio stesso, ma ovviamente va fatto mantenendo gli equilibri e rispettando le esigenze di tutti, sia della tifoseria che dei residenti e del commercio - le parole di Graziano Monetti , direttore di Confcommercio Como -. Lavorare su un’area così delicata per la città, va fatto con grande attenzione. Benissimo fare un polo turistico, ma che non sia un posto esclusivo solo per la società, tifoseria e ospiti. Dovrà essere fruibile e portare beneficio a tutti. Sicuramente la società sta facendo investimenti per il settore del commercio, hanno aperto diversi punti vendita in città. Se questi investimenti sono fatti in maniera da non escludere e tenere gli interessi collettivi della città, ben vengano».
«Io personalmente da circa 4 anni frequento lo stadio per tutte le partite del Como in tribuna, c’è davvero un clima di grande euforia - commenta Pasquale Diodato , presidente di Cna Lombardia Nord-Ovest -. Gli investimenti che stanno facendo non potranno perdurare ancora per molto se non si legano a un progetto di espansione turistica per i tifosi. Ma la cosa da tenere in considerazione è che lo stadio è di proprietà della collettività per cui ci sarà da dare maggiore attenzione agli equilibri in modo che ne possano beneficiare anche i comaschi. Tenere un equilibrio, che non sia controproducente».
«A mio avviso, la potenzialità di quest’attenzione del Como e di Suwarso è da tenere presente, ma va integrata rispetto a una visione - è la riflessione di Marco Mazzone , presidente di CdO Como - Non è solo appannaggio della governance attuale, ma un’espressione delle realtà locali della città. Dobbiamo fare i conti con questa società che sta investendo dando una scossa, ora tutti insieme dobbiamo capire che tipo di visione si deve esprimere. Se essere una succursale di lusso di Milano o essere un’eccezionalità all’interno del contesto cittadino e provinciale. Bisogna decidere tutti insieme, oppure qualcun altro deciderà per noi. Como può dire la sua, bisogna esprimere una visione condivisa di costruzione, riflessione. Sicuramente un’opportunità da cogliere».
Potenzialià
«Sportivamente parlando il Calcio Como sta facendo bene, e il presidente fino ad oggi si è mosso bene per creare ciò che è il calcio Como oggi ed ha anche portato qualche vantaggio economico alla città - chiarisce Roberto Galli, presidente di Confartigianato Imprese Como -. Fa bene a pensare in grande e a sognare qualcosa di più attuale e adatto ai tempi, mi auguro trovi il giusto compromesso. Unica mia osservazione è che tale compromesso sia rispettoso della città, dei cittadini, soprattutto quelli che vivono nei pressi dello stadio. A mio avviso se ciò si rispetta il vantaggio è a beneficio di tutti».
«Positivo che si continui a parlare del nuovo stadio e la possibilità di costruirlo - spiega Francesco Molteni, vicepresidente di Ance Lombardia -. La società ha dato ampia dimostrazione di capacità imprenditoriale e programmazione, lo stadio deve quindi coprire le necessità dello sviluppo della società ed essere vissuto tutto l’anno grazie anche alla parte commerciale. Penso che la città debba accompagnare questo percorso e trovare tutte le sinergie possibili affinché tutto questo diventi realtà».
Quindi l’architetto Angelo Monti: «Vorrei si evitasse la pregiudiziale per cui il fatto di sottolineare criticità sia l’alibi per dire che non si vuole il rinnovo dello stadio. Il problema è la giusta misura con cui si interviene, capire come un progetto possa confrontarsi con i luoghi dove le trasformazioni vengono fatte e le relazioni che si instaurano. Il progetto diventa un esercizio della giusta misura».
Più critica è Elisabetta Cavalleri , ex presidente dell’Ordine degli architetti: «Suwarso vede Como e il lago di Como come la Bellagio di Las Vegas, Disneyland, ovvero finto. Il problema di visione non è semplicemente lo stadio ma tutto il comparto città di Como e il suo lago. Disneyland a mio avviso non è compatibile con questo e con quello che la natura e i nostri avi ci hanno donato/creato. Ritengo che sia necessario che la govenance della città debba essere pianificata da una visione pubblica condivisa e illuminata che , come per sua natura, pensa al bene e non, come spesso e correttamente accade se governata dai privati, al semplice profitto. La nostra città e il nostro lago non devono mirare ad un turismo di selfie e ambiziose experiences, io da comasca da architetto auspico di meglio».
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