(Foto di archivio)
L’ordinanza La decisione riguarda via Ballerini, ma mette in dubbio l’applicabilità della norma. Ci sono strutture che usufruiscono di permessi risalenti nel tempo: e ognuna fa storia a sé
Lettura 1 min.
Frenata al regolamento, fortemente voluto dal sindaco Rapinese, che ha fatto sparire la stragrande maggioranza dei dehors di ristoranti e bar in città. Il Tar della Lombardia, accogliendo la richiesta di sospensiva presentata dai legali del bar La Quinta di piazza Perretta, che si erano opposti alla rimozione dello storico “vagone” verde di via Ballarini, ha infatti emesso un’ordinanza che mette seriamente in dubbio l’applicabilità del regolamento votato dalla maggioranza in Consiglio comunale per qualunque tipo di struttura esistente.
I giudici amministrativi hanno sospeso l’efficacia di tutti i provvedimenti impugnati dagli avvocati Vincenzo Latorraca e Michela Luraghi. Tra questi anche l’articolo 67 del regolamento sui dehors, quello che vieta l’installazione dei manufatti esterni prima del 1° ottobre e dopo il 31 marzo. In realtà, leggendo attentamente l’ordinanza del Tar, si intuisce che più che l’intero articolo la sospensione riguarda l’efficacia “universale” della norma.
La vicenda è tecnica, e quindi merita di essere spiegata in termini più semplici. Il Comune, con il regolamento dello scorso febbraio, ha disposto che i dehors debbano essere strutture realmente provvisorie e smontabili e, quindi, debbano poter essere montate e smontate rapidamente; che non possono diventare ampliamenti stabili; che la superficie non può superare il 50% dell’area destinata al pubblico del locale e che dovevano essere smontati entro 180 giorni dall’entrata in vigore del regolamento stesso.
Il bar La Quinta ha contestato la norma. I legali hanno sostenuto che l’edicola di via Ballarini non sia una «chiusura stagionale» nata per esigenze temporanee, ma una struttura autorizzata dal Comune nel 1986, con concessione di suolo pubblico e successivo rinnovo e modifica nel 1990. Ed è qui che, secondo il Tar, il regolamento voluto dal sindaco traballa. Perché il Comune «non risulta abbia effettivamente valutato» la documentazione completa sul dehors di via Ballarini «in fase istruttoria al fine di ponderarne l’eventuale rilevanza nell’ambito dell’accertamento della legittimità dell’opera». Ma, di più: «La stessa riferibilità della disciplina regolamentare relativa alle opere stagionali è dubbia e deve essere ponderata anche alla luce del regime giuridico risultante dall’analisi dei titoli afferenti al manufatto».
E dunque: ogni edicola esterna a bar e ristoranti ha una storia a se stante. E se quella storia passa da concessioni di suolo pubblico risalenti nel tempo, con tanto di passaggi da commissioni edilizie, autorizzazioni rinnovante e con scadenze già calendarizzate l’efficacia del regolamento potrebbe non essere tanto scontata.
Quasi sicuramente, ora, il Comune proverà a impugnare l’ordinanza del Tribunale amministrativo per far decadere la sospensiva. Anche perché, in caso contrario, la decisione rischia di aprire la strada a nuovi ricorsi da un lato e, dall’altro, congela il futuro del dehors di via Ballarini fino al giugno 2027, quando ci sarà l’udienza nel merito.
© RIPRODUZIONE RISERVATA