Cronaca / Como città
Giovedì 29 Gennaio 2026
Imu, Irpef e Tari: nel 2026 arriveranno 56,8 milioni nelle casse del Comune
Como Ogni comasco, neonati compresi, pagherà 673,40 euro contro i 636 di due anni fa. In netta crescita anche la tassa di soggiorno stimata quest’anno a quota 4,8 milioni (3,9 nel 2025)
Como
Imu, Irpef e Imposta di soggiorno: solo da queste tre voci il Comune di Como punta ad incassare nel corso del 2026 la cifra di 45 milioni e 600mila euro. A completare il quadro ci sarà poi la Tari che verrà però definita successivamente poiché si tratta di una tassa particolare che deve coprire interamente il costo del servizio e che si attesterà a oltre 16 milioni (l’anno scorso era 16 milioni e 235mila euro e nel 2024 14,8 milioni).
Le voci nel dettaglio
Analizzando le voci nel dettaglio, stimate da Palazzo Cernezzi e in particolare dall’Ufficio Tributi, l’obiettivo dei prossimi mesi è quello di incassare 29 milioni e 600mila euro dall’Imu, in crescita rispetto al passato.
Rispetto al 2023, si parla di un milione e 200mila euro in più complessivi. La tassa sugli immobili si paga in due rate (16 giugno e 16 dicembre) e a versarla sono complessivamente circa 20mila comaschi tra persone fisiche e giuridiche. Ci sono circa 500 case di lusso (che non beneficiano dell’esenzione totale) e 600 aree edificabili, mentre la parte più consistente delle entrate deriva da seconde case, box, uffici e i negozi. Dai capannoni, a titolo di esempio, arrivano circa 2milioni.
Della somma totale dell’Imu pagato dai comaschi, una quota minoritaria va allo Stato mentre la parte più consistente (oltre due terzi) resta al Comune. Facendo due calcoli statistici, che hanno ovviamente solo valore indicativo, ciascuno dei 20mila comaschi che versano ogni anno l’Imu paga in media 1.480 euro.
Altra voce rilevante è quella dell’addizionale comunale Irpef che, negli ultimi anni, ha visto un progressivo anche se minimo ritocco dell’aliquota verso il basso a differenza del passato e, per quest’anno, la conferma di quanto già applicato nel 2025. Il dipartimento del ministero delle Finanze indica che per il 2026 è fissata allo 0,7%, con una soglia di esenzione di 15mila euro di reddito imponibile. Nel 2025 era identica mentre nel 2024 era a 0,74%. Nel 2023 era 0,77% mentre negli anni precedenti era al massimo, cioè allo 0,8% dal 2014 al 2022.
In precedenza la modalità era diversa poiché non c’era l’aliquota unica, ma si usava la formula degli scaglioni. In ogni caso, per il 2026 Palazzo Cernezzi conta di incassare dall’Irpef comunale 11 milioni e 200mila euro. A titolo di esempio, nel 2023 l’incasso era di 9 milioni e 522mila euro.
Dati statistici
Con gli incassi di Imu, Irpef e Tari (stimandola in 16milioni di euro) si ha un totale di 56 milioni e 800 mila euro di soldi che arriveranno nelle casse comunali direttamente dai conti dei residenti. Per gli amanti della statistica vuol dire, 673,41 euro per ogni comasco, neonati compresi.
Nel 2023 a testa (sempre tenendo conto di Imu, Irpef e Tari che pesavano per 54 milioni e 122mila euro) i comaschi (usando il dato di 85.028 abitanti) pagavano 636,52 euro. Vuol dire 36,89 euro in più ciascuno.
Un capitolo a parte, ma che ha comunque un peso molto significativo e in crescita netta anno dopo anno, riguarda l’imposta di soggiorno, che viene versata dai turisti che visitano la città e si calcola in base al numero delle notti e alla tipologia di alloggio.
Per il 2026 la stima di Palazzo Cernezzi è di 4,8 milioni. Nel 2019, ultimo anno prima del Covid, il Comune aveva incamerato 1,3 milioni ma già l’anno scorso si era arrivati a 3,9 milioni e nel 2024 erano stati 3,2 milioni.
A incidere, oltre all’aumento esponenziale del numero di arrivi e presenze in città da ogni parte del mondo, anche l’incremento della tassa giornaliera messo in atto dall’amministrazione Rapinese e scattato a partire dal primo gennaio 2024.
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