Summit in Regione per l’incendio sul Monte Goj: «Lavori in ritardo, colpa del Comune»
Dopo il rogo Le istituzioni riunite in Regione: confermate le risorse economiche a disposizione. La Spina Verde: «Manca un’autorizzazione di Palazzo Cernezzi, questo ci sta rallentando»
Lettura 2 min.Como
Impegno a garantire le risorse economiche per un piano di intervento straordinario sul monte Goj (progetto pronto a fine mese) dopo l’incendio di agosto, un tavolo di coordinamento permanente coordinato dalla Regione, ma da subito un sollecito al Comune di Como affinché sblocchi l’autorizzazione idraulica ferma da due mesi che sta creando problemi ai lavori già previsti e che inevitabilmente slitteranno in avanti. Non più a ottobre come calendarizzato dal Parco Spina Verde, ma entro la fine dell’anno.
Prevenzione e più risorse per Como
Di questo si è parlato ieri a Milano, nel vertice convocato dall’assessore regionale al Territorio Gianluca Comazzi e che ha visto la partecipazione dei tecnici, del presidente del Parco Spina Verde Giorgio Casati, dell’assessore regionale Alessandro Fermi, del presidente della Provincia Fiorenzo Bongiasca e ancora dei consiglieri regionali Sergio Gaddi (Forza Italia) e Angelo Orsenigo (Pd), del sindaco Alessandro Rapinese (da remoto), del presidente dell’Ato Umberto D’Alessandro, dei vertici della Protezione civile provinciale e regionale e di due rappresentanti delle associazioni dei quartieri circostanti. «L’incendio del Monte Goj ha lasciato una ferita importante sul territorio; ora è necessario lavorare insieme per mettere in sicurezza l’area e accompagnarne il recupero – le parole di Comazzi – Nel prossimo piano regionale per il contrasto al dissesto idrogeologico, che sarà presentato tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, ci impegniamo a prevedere risorse mirate per Como, sulla base di progetti puntuali e degli interventi che emergeranno come prioritari».
Per gli interventi già finanziati manca un’autorizzazione
Sul tavolo ha tenuto banco il nodo del finanziamento di 440mila euro di Regione per il secondo lotto che comprende la rimozione delle piante cadute, il ripristino della viabilità forestale, interventi per favorire il deflusso delle acque e contrastare l’erosione, la realizzazione di nove guadi e il ripristino di un tratto verso Lora. È infatti emerso che «il progetto di fattibilità tecnico – economica relativo agli interventi già finanziati era stato consegnato il 30 giugno ed è attualmente in fase di aggiornamento e validazione. Resta da concedere l’autorizzazione idraulica per gli interventi lungo la roggia Segrada, richiesta dal Parco al Comune di Como, mentre risulta già acquisita quella paesaggistica». Sul punto Casati spiega: «Abbiamo pronto il secondo lotto dei lavori, ma non possiamo validare il progetto perché manca l’autorizzazione idraulica relativa al torrente Segrada. L’abbiamo chiesta al Comune a luglio e ancora non c’è e questo sta causando ritardi. Non potremo più fare i lavori a ottobre, ma conto che si parta tra novembre e dicembre».
Sul resto precisa che «dall’incendio non siamo rimasti con le mani in mano ma ci siamo mossi subito dando un incarico per uno studio di fattibilità per la messa in sicurezza della parte a valle e per la rigenerazione del bosco. Sarà pronto a fine mese e si avrà un quadro chiaro di costi, che non saranno certamente inferiori a mezzo milione di euro». Dal canto suo Fermi ha aggiunto: «Dopo il drammatico incendio era importante trovarsi per fare il punto della situazione e pianificare i prossimi interventi. La tempestività e la coesione tra le parti in causa sono fondamentale per raggiungere l’obiettivo il prima possibile». E ancora: «Il Parco sta predisponendo un progetto: il compito di Regione Lombardia è stare al suo fianco, perché si tratta di un ente piccolo che ha bisogno di supporto».
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