Cronaca / Como città
Domenica 08 Febbraio 2026
Infermieri in fuga verso il Sud, la Uil: «Qui la vita è troppo cara»
Sanità L’appello del sindacato per contrastare l’emorragia di operatori
Quando gli ospedali del Sud chiamano gli infermieri del Nord, è ora di pensare di più al welfare. La Uil del Lario rilancia così un tema ormai costante per tanti professioni, non solo della sanità: il caro vita, che nel Comasco sta rendendo impossibile riuscire a stabilirsi, ancor più con famiglia al seguito. Sempre più bandi trovano il deserto e l’esempio più eclatante è quello degli infermieri. Succede perchè i sanitari preferiscono soluzioni più sostenibili.
«La Regione Calabria assume 349 infermieri – spiega Massimo Coppia, Rsu dell’Asst Lariana e segretario della funzione pubblica della Uil del Lario -. Seguirà una graduatoria lunghissima, valida per i prossimi tre anni. Nei nostri territori, piaccia o no, assisteremo all’ennesima emorragia di professionisti: tanti infermieri del Sud, oggi impiegati al Nord, coglieranno l’occasione per tornare giustamente a casa, vicino alle loro famiglie». A parità di stipendio statale, senza spese per la casa, con il supporto di nonni e parenti per l’assistenza dei figli, con costi nel paniere e nel tempo libero più bassi, è la scelta naturale. «Nel frattempo si continuerà a ripetere che “non si trova personale”, senza affrontare le vere cause. Quindi: il costo della vita insostenibile, gli affitti altissimi, nessuna politica abitativa, nessuna tutela per le famiglie. Vivere e lavorare in Lombardia è diventato un lusso. Chi può, se ne va». Sul territorio resta così «una sanità sempre più in affanno e cittadini sempre più soli» conntinua Coppia. Al netto dell’ultimo concorso pubblicato dagli ospedali calabresi, altre regioni negli scorsi mesi hanno aperto chiamate che hanno ricevuto centinaia e centinaia di candidature, dall’Umbria alle Marche. Nel Comasco fatichiamo a trovare sanitari interessati, e la vicinanza con la Svizzera non aiuta: oltre frontiera gli stipendi sono più generosi. Sul territorio il fabbisogno di infermieri nei reparti pubblici, negli ambulatori, negli ospedali accreditati e nelle Rsa ha vuoti davvero imponenti. I nuovi laureandi sono pochi rispetto a chi va in pensione. «Serve un vero modello di welfare, subito – dice Coppia - noi della Uil lo chiediamo da tempo. Chi ascolta?».
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