Influenza, caccia al vaccino in Ticino
Ma la Svizzera dice: «Nulla agli italiani»

Farmacie ticinesi sotto assedio, sono centinaia i comaschi che vorrebbero anticipare la profilassi - Le (poche) dosi, però, sono per ora riservate ai residenti

Gli italiani stanno prendendo d’assalto le farmacie ticinesi alla caccia del vaccino antinfluenzale. Ma le dosi svizzere sono riservate ai soli svizzeri che ne facciano richiesta con la ricetta medica.

Le farmacie di Chiasso e Mendrisio questa settimana stanno ricevendo centinaia di richieste e telefonate dai nostri connazionali che non potranno però essere accontentate fino al 30 novembre, sempre che non si esauriscano prima le scorte. Formalmente in Svizzera la campagna vaccinale contro l’influenza è iniziata il 28 settembre, da noi in Lombardia ancora non ci sono date certe e nemmeno forniture sufficienti.

«Arrivano almeno 200 chiamate al giorno – racconta dalla farmacia Centrale di Chiasso Eleonora Paolini – Chiedono tutti solo il vaccino influenzale e sono sempre italiani. È peggio adesso rispetto a marzo, quando eravamo sommersi di richieste per le mascherine. Non riusciamo nemmeno a lavorare. Comunque la direttiva del farmacista cantonale vieta la vendita fino al 30 novembre ai non residenti. Quindi anche se gli italiani ci portano le ricette dei loro medici non possiamo dare loro le dosi. È una misura ad hoc emanata chiaramente per riservare le forniture dei vaccini agli svizzeri».

Il farmacista cantonale è l’autorità competente in materia sanitaria. Dal primo dicembre dunque in teoria scatta la libera vendita, ma ormai sarà tardi per difendersi dall’influenza. Oltrefrontiera il vaccino costa circa 20 euro, in Italia si oscilla dai 10 ai 15 euro.

La farmacia San Gottardo di Chiasso comunque tiene a precisare che la campagna vaccinale svizzera è appena partita, sono arrivate solo le prime dosi, non sono molte. La vendita non è libera nemmeno per gli svizzeri, serve la ricetta del medico. Visto che le dosi sono contingentate, i dottori danno la prescrizione ai malati cronici, ai pazienti fragili, non a tutti a tappeto. In contemporanea medici e ospedali stanno effettuando le vaccinazioni.

«Gli italiani si stanno riversando in Svizzera da quando abbiamo fatto partire la campagna vaccinale, il 28 settembre – spiega Chiara Merloni, titolare della farmacia Internazionale di Chiasso – da parte delle autorità sanitarie svizzere però le indicazioni sono chiare. I quantitativi in arrivo devono essere gestiti internamente da ogni Cantone. Agli stranieri, se ancora ci sarà la possibilità, apriremo da dicembre, sempre che le produzioni attuali ci consentano di avere degli esuberi. Chiaramente quest’anno con il Covid la domanda è molto sopra alle aspettative».

Bene, ma allora da noi? L’assessore alla sanità lombarda Giulio Gallera ha spiegato martedì che non ci sono criticità nelle forniture ed è sbagliato fare allarmismi sull’antinfluenzale. La campagna antinfluenzale, ha garantito Gallera, partirà poco prima dell’anno scorso, dalla seconda metà di ottobre, secondo le consuete priorità. Prima i soggetti fragili, gli ospiti delle case di riposo, poi tutti gli over 65 e solo a seguire la fascia dai 60 ai 64 anni e i bambini. Le dosi però ancora non ci sono. Le farmacie temono di non ricevere vaccini per tutti e i medici temono di arrivare tardi nella copertura di una così ampia fascia di popolazione.

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