La burocrazia sbaglia, il Comune non rimedia. Escluso dalla fiera
Il caso Dopo 16 anni di partecipazione in viale Varese l’amministrazione gli contesta un mancato pagamento. Il Tar gli dà ragione ma ormai è tardi: «Un danno grave»
Sul tavolo dei giudici del Tar è arrivata anche la fiera di Pasqua. Tutto ruota attorno al bando per l’assegnazione degli spazi, all’esclusione di un operatore che partecipava da oltre 16 anni e la vicenda, nonostante la fiera sia iniziata ieri, è lontana dall’essere conclusa poiché si parlerà di ulteriori contestazioni e richieste di risarcimenti danni.
Protagonista è Davide Allevi, commerciante canturino che dal 2006 vende pentole professionali a fiere e mercati. «Da 16 anni – racconta il suo avvocato, Matteo Ferrari – Allevi è presente alla fiera del Crocifisso di Como con tre posteggi uno di fianco all’altro. Ogni anno partecipa al bando di selezione e, ottenendo sempre punteggi alti, viene accolta la sua domanda per i tre posti che vengono collocati in buona posizione. Anche quest’anno ha partecipato al bando inviando la domanda il 24 gennaio».
La procedura
E fino a qui sembra la normale procedura seguita ciclicamente dal 2010. Qualcosa, però, è andato diversamente. «Il 17 marzo – prosegue il legale – il Comune di Como ha pubblicato la graduatoria provvisoria e il mio cliente, con grande stupore, si è visto escluso in base all’articolo 2 che prevede l’assenza di debiti con l’amministrazione. A quel punto, tramite pec, ha chiesto immediatamente la revisione della graduatoria allegando la quietanza di pagamento relativa al canone della precedente edizione. Nonostante questo il Comune ha approvato la graduatoria definitiva escludendolo di nuovo».
Il 21 marzo Allevi fa scrivere una comunicazione dal suo avvocato che prosegue nel racconto: «Dal Comune hanno scritto dicendo che il debito si riferiva al 2024 e che era stato comunicato dalla società Ica, incaricata della riscossione, il 4 febbraio, quando il bando per il 2026 era stato già chiuso. Ma anche questa volta il mio cliente ha prodotto la ricevuta del pagamento effettuato nel 2024 e dal Comune hanno ammesso che era stato un “refuso”. Era però emersa una sanzione di 55 euro relativa al 2024 poiché il pagamento era stato effettuato con un giorno di ritardo. La notifica era arrivata il 6 febbraio scorso e il mio cliente ha pagato due giorni dopo, ma il bando per i posteggi di quest’anno era già chiuso e quindi tutta la procedura era perfettamente regolare e senza debiti».
La decisione
Da qui la decisione di presentare un ricorso urgente al Tar lunedì mattina che è stato accolto in giornata. Il giudice (fissando l’udienza il 28 aprile) ha accolto l’istanza disponendo «l’assegnazione di tre posteggi in favore della parte ricorrente solo nell’ipotesi in cui non vi siano controinteressati». Si arriva così all’ultima parte della storia e a un’edizione della fiera di Pasqua amara per il venditore canturino. «Il Comune non ha modificato la graduatoria – prosegue Ferrari – e non siamo nemmeno riusciti a contattare gli uffici che hanno inserito il mio cliente in coda all’elenco degli spuntisti e, incomprensibilmente, non all’inizio».
Ieri mattina è iniziata la fiera e Allevi si è presentato con gli altri spuntisti per capire dove collocarsi. «Gli è stato dato solo un posto – chiarisce il legale – e nella zona interna dei giardini di viale Varese, dove non passa quasi nessuno. In questo modo lui è due volte vittima del malfunzionamento della macchina amministrativa. La prima perché è stato escluso dopo 16 anni dalla fiera sulla base di un presupposto errato e la seconda perché, nonostante il decreto del Tar, è stato comunque penalizzato con un solo posto nascosto e un grave danno economico del quale chiederemo ovviamente il risarcimento. Il suo è un lavoro fatto di sacrifici con sveglie all’alba e legato al meteo ed è grazie a persone come lui che Como può mantenere la tradizione della Fiera di Pasqua e non si capisce come sia stato possibile arrivare a questo punto». Ieri Allevi era dietro il suo banco ristretto di due terzi, ma la sua battaglia non è finita poiché andrà a chiedere al Comune il risarcimento dei danni subiti e contesterà, punto su punto, la procedura seguita dall’amministrazione comunale.
A fine mese saranno i giudici del Tar a stabilire nel merito chi avrà ragione. Giudici ormai abituati a vedere il Comune di Como in una delle due parti in causa (dalle scuole ai ciliegi, dal Luna park al Faro di Brunate, dai lavori in viale Geno a quelli dello stadio).
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