Un’estate da camper. La città è invasa ma quanti abusivi
Turismo. Troppi mezzi rispetto alle aree disponibili. Da Villa Olmo allo stadio, ci si accampa negli stalli normali. E una transenna diventa uno stenditoio improvvisato
Lettura 2 min.Sono le sette di mattina a Tavernola e, sulla recinzione del cantiere, quello per l’ampliamento dell’area camper, ci sono stesi dei calzini, un bikini e un asciugamano. Al di là della sbarra elettrica, gli stalli sono tutti pieni: sarà per questo che una turista francese si è accampata, come altri, sugli stalli bianchi. Non potrebbe, ma ha fermato le ruote con i piedini, aperto i finestrini e posizionato una sedia pieghevole.
In un sabato mattina di luglio, basta fare un giro da un lato all’altro del bacino per accorgersi che, anche quest’estate, i pernottamenti su ruota a Como sono un fatto non da poco e, a modo loro, hanno delle location preferite. Qualcosa però, a distanza di 12 mesi è cambiato. E c’entrano le tariffe Vulcano. Il nostro giro parte da villa Olmo, dove ci sono due van affiancati vista lago. Il più grande, con finestrini e tettuccio aperto, fuoriesce dallo stallo azzurro. Qualche metro più in là, nella piazzetta Croggi storicamente invasa dai camper, stavolta non c’è nessuno. Ci avviciniamo al Tempio Voltiano, che di lì a poche ore diventerà, come ogni weekend di sole, teatro di bagni abusivi. Anche qui,due camper a noleggio, con porta aperta per un risveglio in riva. Girato l’angolo, in via Martinelli, ecco un van camperizzato, con una coppia che richiude il tetto del mezzo e si prepara a ripartire dopo la notte.
La scorsa estate c’era un luogo che, vuoi per il panorama lacustre, nelle prime ore del mattino ospitava anche una decina tra camper e minivan: piazzetta Baratelli, in fondo a viale Geno. Ma nell’estate 2026 quegli stalli, così come tutti quelli di viale Geno, sono diventati proibitivi per le soste lunghe: con la tariffa Vulcano, i 3 euro all’ora si pagano anche di notte. Meglio quindi spostarsi altrove, come all’Ippocastano, che è gestito da Csu e si qualifica come parcheggio per rifornimento di passaggio e sosta breve. C’è il pozzetto per lo smaltimento di acque nere e grigie, oltre alla colonnina per la raccolta di acqua potabile.
Su tutto il territorio comunale però, quella di Tavernola è l’unica vera e propria area camper. Un luogo che, a differenza degli altri punti citati, ospita i turisti su ruota dall’alba al tramonto (e oltre), regolari e non. Costruita nel 2015 in piazzale famiglia Mauri, è a pagamento e permette a chi ci sosta di fare lo scarico delle acque grigie, delle acque nere, il pieno di acqua potabile e attaccarsi all’elettricità.
Tutto perfetto se non fosse che, al di là della sbarra, ci sono tanti altri camper, con ruote bloccate e in stato di accampamento pur trovandosi su dei normali stalli bianchi. Da anni è una presenza mai digerita dai residenti del quartiere, che lamentano il viavai continuo e, addirittura, segnalano casi di turisti che si appartano per fare i propri bisogni a cielo aperto. Ed è per questo che, due mesi fa, l’area camper di Tavernola è stata abbracciata dalle reti di cantiere per permettere un ampliamento, approvato in maniera bipartisan dal consiglio comunale. A fine lavori, gli stalli saranno 26. Tuttavia, a pochi giorni dall’arrivo delle ruspe, erano già spuntate delle perplessità, primo fra tutti il fatto che, a fronte di più camperisti nell’area, il progetto non prevede la costruzione di servizi igienici. In seconda battuta c’è la questione delle essenze arboree, che in parte dovrebbero essere sacrificate per fare spazio ai mezzi. L’appello è sempre stato quello di non scaricare tutto il traffico sul quartiere e pianificare meglio la presenza dei camper, che sono una forma più che legittima di turismo. Ma per il momento pare proprio che se ne parlerà la prossima estate.
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