(Foto di archivio)
I lavori Il Demanio risponde agli Alpini senza sede. «Il cantiere per l’intervento da 65 milioni solo nel 2027». Ma il cronoprogramma prevedeva l’apertura quest’anno
Como
L’Agenzia del demanio risponde agli Alpini di Como, la cui Protezione civile è rimasta senza sede. I lavori alla De Cristoforis? Siamo in ritardo, fanno sapere da Roma: il cantiere della nuova cittadella dei servizi dovrebbe partire - dicono - a inizio 2027
Le prime stime della colossale opera, messe nero su bianco ormai quattro anni fa, ipotizzavano la conclusione dell’intervento entro il 2026, ad oggi invece siamo ancora ad una fase progettuale. La riqualificazione dell’ex caserma, siglata da Demanio e Difesa nel 2022, è per la città un passo chiave. Nella cittadella: Prefettura, Agenzia delle Entrate, Commissione tributaria, Direzione del lavoro, Archivio, uffici della giustizia e forse anche l’anagrafe del Comune, al centro una piazza aperta ai cittadini.
Il primo crono programma pubblicato a inizio 2023 immaginava, scriveva l’Agenzia del Demanio, «la gara nel 2024 e i lavori dalla seconda metà dello stesso anno, anche grazie a procedure facilitate del codice degli appalti». Con un taglio del nastro auspicato come detto entro la seconda metà del 2026, un termine ormai non lontano, occorre ancora individuare una azienda per portare ruspe e operai in piazzale Montesanto. Del resto nelle grandi opere i ritardi, è un fatto, sono da mettere in conto. Oggi la fase dei cantieri è prevista dal 2027, con l’inaugurazione spostata al 2029. «La progettazione definitiva ed esecutiva è stata affidata ad un raggruppamento temporaneo di progettisti la cui mandataria risulta essere lo studio Settanta7 – fa sapere il Demanio - è già stato completato il progetto definitivo ed è stata attivata la conferenza dei servizi presso il Comune per le autorizzazioni. L’importo totale dell’investimento ammonta a circa 65 milioni. Si prevede la conclusione della progettazione esecutiva e la gara dei lavori nel 2026, seguirà la cantierizzazione dei lavori».
Pubblicati i rendering e le immagini della nuova costruzione a fine anno Settanta7, impresa con radici tra Torino, Milano e Lione, sposta la fine dei cantieri come detto al 2029. L’azienda sottolinea come l’intervento conservativo sarà attento al consumo energetico. L’area interessata è gigante, conta più di 20.500 metri quadrati. Tra i tempi affrontati in parte quello delle viabilità e dei parcheggi. L’ultima adunata nella caserma, un edificio immenso inaugurato nel 1914, è suonata alla metà del 2023. Tra tre anni in piazzale Montesanto lavoreranno più di 400 dipendenti pubblici.
«La valorizzazione avverrà attraverso un programma di rifunzionalizzazione – scrive ancora il Demanio - già predisposto e finalizzato alla riallocazione presso il complesso degli uffici della Prefettura, dell’Agenzia delle Entrate e territorio, della Commissione Tributaria provinciale di Como, della Direzione territoriale del lavoro, dell’Archivio di Stato e dell’Ufficio di esecuzione penale esterna del Ministero della Giustizia. Oggi queste amministrazioni hanno sede in diverse zone della città in immobili in locazione per i quali lo Stato paga un canone di circa due milioni l’anno. Grazie all’intervento previsto sarà creato un vero e proprio “Polo delle amministrazioni statali” con una notevole riduzione dei . Oltre al risparmio in termini economici, la valorizzazione del complesso permetterà di recuperare un importante complesso immobiliare secondo innovativi criteri di sostenibilità, risparmio energetico, gestione ottimale degli spazi e degli impianti e digitalizzazione della pubblica amministrazione, con la riconversione della piazza d’armi della caserma dismessa in una piazza aperta alla città».
© RIPRODUZIONE RISERVATA