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La lettera. Il vescovo Oscar ha scritto ai fedeli dopo la polmonite bilaterale. «Ho toccato con mano la fragilità umana, ma anche la vostra vicinanza»
Lettura 1 min.Si apre con il saluto di San Francesco d’Assisi – ovvero “Il Signore vi dia pace!” – la lettera che il cardinale Oscar Cantoni ha indirizzato ai fedeli della Diocesi di Como. «È la pace di Dio che ci permette di affrontare le situazioni più impegnative della nostra vita, sperimentando il suo aiuto, e di compiere la sua volontà, trasmettendo poi agli altri la forza rigeneratrice del suo amore e del suo perdono».
Proprio il vescovo sta vivendo da alcune settimane un periodo complesso, a seguito della polmonite bilaterale che ha reso necessario un ricovero di dieci giorni all’ospedale Valduce. Ora «sto vivendo un tempo di convalescenza a seguito della malattia che mi ha fatto sperimentare tutta la fragilità umana, ma allo stesso tempo toccare con mano la cordiale vicinanza dei confronti del vostro vescovo e il profondo affetto attraverso la preghiera che avete elevato al Signore per me, che mi ha tanto sostenuto e incoraggiato», dice.
«Vi ringrazio di cuore della vostra spirituale presenza nei giorni della malattia», i quali «mi hanno permesso di constatare con commozione un vero “clima di famiglia” all’interno della nostra Chiesa, che si è confermata come una vera “casa”, in cui la comunione si è manifestata nello stile di accoglienza, di cura, di solidarietà e di vicinanza».
Tutto questo «non è poco - prosegue il cardinale - nei confronti di una mentalità mondana, in cui vige solo il pensare a sé stessi, il disinteresse per gli altri, una produttività tesa solo a una resa immediata, che esclude gli altri e mette da parte chi non produce o non rende».
La lettera prosegue così: «In questo periodo non ho tuttavia rinunciato al particolare compito pastorale, ossia garantire la mia presenza a servizio della comunione ecclesiale e così assicurare una continuità con il cammino finora percorso, in attuazione alle indicazioni emerse dal nostro Sinodo diocesano», che il vescovo definisce «punto di stabile riferimento per tutti».
In particolare, il 19 settembre era in programma la terza Assemblea del popolo di Dio a Morbegno, alla quale «si erano già iscritte numerose persone, segno chiaro di un promettente coinvolgimento sinodale». Rinviata poi al 17 ottobre, è notizia di questi giorni la sospensione anche in questa nuova data, così da permettere al porporato di completare il proprio periodo di convalescenza e di riposo.
Gli orientamenti pastorali dal titolo “Discepoli missionari nella nostra Chiesa” verranno dunque consegnati «nei singoli Vicariati», nel corso di una Veglia di preghiera «in occasione della centesima Giornata missionaria mondiale, il prossimo sabato 17 ottobre».
Si tratta di «orientamenti che ci permettono di comprendere come la missionarietà sia una dimensione comune a tutti i battezzati, un compito ineludibile per quanti hanno ricevuto il mandato di testimoni della “vita nuova”, frutto del Battesimo e della Cresima».
La scelta di dedicare il nuovo anno pastorale alla dimensione missionaria conferma la volontà di «riflettere su come trasmettere l’amore del Signore che ci è donato nel nostro ambiente, infondendo nuova vita a quanti incontriamo nella semplicità dell’esperienza quotidiana».
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