La Cri di Como apre un nuovo capitolo: ora le elezioni del comitato

La vicenda Dopo la crisi e i debiti, si chiude la fase di fallimento. Domenica le votazioni per eleggere la guida. Ci sono due candidati

Como

Dopo un fallimento, quattro commissariamenti, un concordato ancora da chiudere, una causa in tribunale contro l’ex presidente, più di un lustro di crisi e decine di volontari persi per strada, la Croce Rossa di Como prova a ripartire.

Domenica il comitato voterà il nuovo presidente, due i candidati che hanno deciso di farsi avanti. Riccardo Colombo, infermiere da tempo attivo in città come libero professionista e per conto dei nostri ospedali pubblici e Paolo Gargiulo, operatore impegnato nel servizio di protezione civile per le emergenze. Da tempo nelle fila della Croce Rossa, spetta a loro il gravoso compito di voltare davvero pagina, superati i debiti contratti dalla precedente gestione, ancor prima della pandemia, la nostra Croce Rossa da allora non è mai stata autonoma. Fatta eccezione per una breve parentesi finita in fretta vista la mala gestione del centro migranti rilevata la scorsa estate dai responsabili nazionali. Ora però l’ultimo commissario, il milanese Emilio Ghiringhelli, assicurata la positiva conclusione del fallimento, saluta la città e consegna le chiavi dei crocerossini al nuovo direttivo che uscirà dalle elezioni di domenica.

«Confido che dopo tanti, troppi anni difficili si possa ripartire davvero – commenta Gargiulo – durante l’ultimo periodo di commissariamento abbiamo sistemato i conti e gettato nuove e più credibili basi con gli enti pubblici del territorio. Credo che adesso la Croce Rossa possa rafforzare la propria stabilità». Colombo preferisce, prima di raccontare i suoi propositi, attendere l’esito delle votazioni di domenica. Quanto a Ghiringhelli, garantisce che «adesso i bilanci sono in ordine e ci sono i termini per lavorare con maggiore serenità».

La Croce Rossa vorrebbe potenziare il suo organico, ridotto negli ultimi cinque anni, alle porte una gara per nuovi servizi da erogare per conto degli ospedali del territorio. Il comitato, aperto un ambulatorio per i codici lievi in via Italia Libera, intende anche creare un’assistenza domiciliare con personale infermieristico. Tra i nodi che si sono di recente sciolti c’è anche quello delle sedi. I soccorritori della Valle d’Intelvi, prima unirti nel comitato comasco, hanno preso da mesi la loro strada. Invece quelli di Lipomo, con la nuova palazzina venduta al Comitato di Roma per ripianare i debiti, cercavano una nuova sistemazione. E proprio in questi giorni i vertici nazionali hanno deciso di concedere in comodato gratuito alcuni degli spazi prima lasciati. È di fatto un rientro, anche se da lì le ambulanze non se ne erano mai andate. Coperto un buco di bilancio, sfruttato poco l’edificio, i soccorritori possono quindi avere una presenza in continuità anche su Lipomo. Detto che qui restano gli spazi per la formazione e la pianificazione delle emergenze, voluto dalla Croce Rossa nazionale, come l’accoglienza temporanea dei migranti. Questa è un’altra questione che si chiude dopo anni di commissariamento e crisi.

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