La Croce Rossa rimasta senza soldi
Non paga nemmeno gli stipendi

Niente paga da dicembre per i 70 dipendenti di Como, Lipomo e Valsolda. Per far fronte alla crisi l’ultimo atto del presidente è stato un mutuo bancario da 700mila euro

Decreti ingiuntivi, pignoramenti, Comitati in guerra tra loro, debiti con i fornitori e - ora - anche difficoltà a pagare gli stipendi.

Da due mesi e mezzo gli oltre settanta dipendenti del Comitato della Provincia di Como (chiamato così, anche se in realtà raccoglie solo la sede cittadina, quella di Lipomo, di Valsolda e della Valle Intelvi) della Croce Rossa non ricevono alcuna busta. Una situazione che avrebbe già costretto alcuni di loro a presentare le dimissioni e trovarsi un altro posto di lavoro.

Il mancato pagamento degli stipendi non è che la conferma delle pesantissime difficoltà finanziarie in cui versano le casse di via Italia Libera. Una crisi economica che ha avuto ripercussioni anche sulle altre sedi della provincia di Como dell’associazione di soccorso, costrette a indebitarsi a causa del mancato bonifico dei contributi Areu per gli interventi d’emergenza. Soldi che venivano - fino allo scorso settembre - bonificati al Comitato della provincia di Como che avrebbe poi dovuti girarli agli altri Comitati. Cosa avvenuta quasi sempre in ritardo e spesso soltanto in modo parziale.

Il mutuo del presidente

Per far fronte al pesantissimo indebitamento accumulato dalle casse di via Italia Libera, l’ex presidente Matteo Fois esattamente una settimana fa avrebbe concluso l’accordo per accendere un mutuo bancario da circa 700mila euro. Era stato lo stesso Fois a dirlo ai dipendenti: «Mezz’ora fa, ed è per questo che posso scrivervi solo ora, l’Istituto Bancario a cui abbiamo fatto richiesta di liquidità e con cui stiamo lavorando incessantemente dal mese di maggio, ci ha dato il via libera e presto, istruite le pratiche e le perizie e stipulato il contratto notarile, saremo in grado definitivamente di ripartire, alla grande, e di rendervi tutto quanto in arretrato Vi spetta e che, con pazienza e lucidità, avete saputo sinora attendere. Nel frattempo, appena riusciremo (speriamo …) a liberare qualche entrata, vi erogheremo come anticipo tutto quello che riusciremo a fare». Ora tutte le pratiche citate da Fois dovranno essere svolte dal commissario inviato da Roma. Il Comitato nazionale ha scelto per rimettere in sesto i conti del Comitato di Como Adriano De Nardis,nientemeno che il presidente regionale della Croce Rossa del Lazio.

Nel frattempo ieri l’ufficio stampa della Cri, contattato per rispondere a una serie di domande in merito alla situazione di Como, si è limitato a inviare il seguente comunicato.

Il comunicato ufficiale di Cri

«In relazione alle notizie pubblicate oggi sulla stampa riguardo il Comitato della Croce Rossa di Como, il Comitato Nazionale della Croce Rossa Italiana sottolinea che ha deciso di intervenire per accompagnare e risanare una situazione certamente impegnativa e difficile, a salvaguardia del prezioso servizio operato dai Volontari sul territorio e affinché sia garantita la continuità dei servizi. Non vi è, infatti, alcun rischio per la prosecuzione delle attività. La qualità e il numero delle vitali prestazioni erogate dall’Associazione, infatti, non è stata compromessa. Volontà del Comitato Nazionale, che ha la responsabilità di vigilare e intervenire laddove ci sia necessità, è quella di predisporre un piano di aiuto e rilancio, a tutela del prezioso tessuto umano che compone la Croce Rossa comasca».

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