Como, la denuncia: «Dopo la Bocciofila, ora gli orti sociali. Gli anziani meritano rispetto, non sgomberi»
La polemica. Gli anziani di Rebbio dovranno smantellare trent’anni di ricordi. Stefano Molinari, presidente Provinciale Fratelli d’Italia attacca Palazzo Cernezzi
Lettura 1 min.Como
Scade lunedì 13 luglio l’ultimatum di Palazzo Cernezzi per liberare gli storici orti sociali di via Tettamanti, a Rebbio. Una diffida del Comune impone agli anziani assegnatari lo sgombero immediato di ogni manufatto, vietando nuove coltivazioni con la motivazione di manutenzione del verde. Sulla vicenda interviene Fratelli d’Italia. Di seguito il comunicato integrale di Stefano Molinari, presidente Provinciale del partito:
Apprendo con grande amarezza la decisione del Comune di procedere allo sgombero degli orti sociali di Rebbio. Al di là degli aspetti amministrativi legati alla scadenza delle concessioni, credo che una buona amministrazione debba sempre saper distinguere tra il rispetto delle regole e la sensibilità verso le persone.
Gli orti sociali non sono semplicemente appezzamenti di terreno. Per tanti anziani rappresentano un luogo di aggregazione, un’occasione per mantenersi attivi, coltivare relazioni, sentirsi utili e continuare a essere parte della comunità. Colpisce soprattutto il metodo. Dalle testimonianze emerse sembra sia mancato quel dialogo che dovrebbe sempre accompagnare decisioni che incidono sulla vita quotidiana di persone, spesso molto anziane, che da decenni si prendono cura di quegli spazi.
Purtroppo questo episodio non è isolato. Nei mesi scorsi Como ha già assistito alla chiusura della bocciofila, altro storico punto di riferimento per molti anziani. Oggi rischiamo di perdere anche gli orti sociali. Sembra quasi che questa Amministrazione consideri i luoghi di aggregazione un problema anziché una risorsa. Noi abbiamo una visione completamente diversa.
Una città civile non si misura soltanto dalle opere che inaugura, ma da come tratta le persone più fragili. Gli anziani non hanno bisogno di essere allontanati dai luoghi che frequentano da anni: hanno bisogno di essere ascoltati, rispettati e coinvolti nelle scelte che li riguardano. Chiedo pertanto al Sindaco di sospendere ogni iniziativa che porti allo sgombero definitivo e di aprire immediatamente un confronto con gli assegnatari, valutando ogni soluzione possibile per salvaguardare un’esperienza che ha un valore sociale, umano e comunitario prima ancora che agricolo. Una città che perde i propri luoghi di aggregazione perde una parte della propria anima. E Como non può permetterselo.
Stefano Molinari
Presidente Provinciale Fratelli d’Italia Como
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