Festa del 2 giugno a Como. Il sindaco: «Occorre essere all’altezza dei nostri avi, senza indugio». Il prefetto: «Repubblica è comunità e storia viva»
Foto e video Como ha scelto di festeggiare in grande, nonostante il maltempo. Al Sociale il sindaco ha parlato delle grandi responsabilità che derivano ancora oggi dalla scelta repubblicana. Corrado Conforto Galli ha richiamato invece le tante persone che hanno contribuito ai festeggiamenti
Lettura 5 min.Como
La cerimonia ufficiale per le celebrazioni della festa della Repubblica a Como (con la consegna delle onorificenze) è iniziata questa mattina alle 11 al Teatro Sociale e non più, come inizialmente previsto, in piazza Cavour, per via della pioggia. La partecipazione non è stata riservata solo alle autorità, ma tutti i cittadini sono stati invitati ad assistere alla manifestazione.
Una bambina ha letto il messaggio del Presidente della Repubblica e dopo questo primo momento sono seguiti gli interventi delle autorità cittadine (del prefetto, del rappresentante della Consulta provinciale studentesca, del presidente della Provincia e del sindaco di Como).
Quindi è arrivato il momento della consegna delle onorificenze: verranno consegnati i diplomi all’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferiti dal Presidente della Repubblica, con gli onori finali al Prefetto della Provincia di Como.
La cerimonia ha avuto anche una breve interruzione spiacevole quando sul palco è salito il ministro per le Disabilità, la comasca Alessandra Locatelli, e dalla platea si è distintamente sentita una voce contestare il ministro con una frase volgare in riferimento alla bandiera italiana che Locatelli stava tenendo tra le mani.
. Video di Paolo Moretti L’esibizione dei giovani atleti alla festa della Repubblica
Presenti anche i Gonfaloni e dei Medaglieri ed i Labari delle associazioni combattentistiche e d’arma e dei reparti che lasciano lo schieramento, poi è arrivato il momento dell’esibizione di atleti della Federazione Ginnastica d’Italia.
. Video di Paolo Moretti Le farfalle azzurre sul palco del Sociale
Infine, la cerimonia si è chiusa con l’esecuzione dell’inno nazionale ad opera del coro del liceo musicale e coreutico “Giuditta Pasta”.
Dobbiamo rinnovare il nostro sì alla Repubblica nella coscienza che essa va trattata come una madre, un padre o un figlio. E che è tutta nostra responsabilità.
Il discorso del sindaco
«Oggi festeggiamo l’ottantesimo compleanno del referendum costituzionale che il 2 giugno 1946 sancì la nascita della nostra splendida Repubblica» sono le parole con cui ha esordito il sindaco di Como Alessandro Rapinese nel proprio discorso rivolto al pubblico di autorità e cittadini riunito al Sociale. Non un discorso di incitamento, ma come l’ha definito Rapinese stesso «un appello alla vostra riflessione, alla vostra mente e alla vostra volontà». Un invito a scegliere ancora oggi, a ottant’anni di distanza da quel referendum costituzionale che sancì l’inizio della storia repubblicana del Paese, tra repubblica e monarchia. Una scelta di campo che se riportata sull’attualità significa anche una presa di consapevolezza sul popolo ricade «tutta la responsabilità, tutto il maggior sacrificio, tutta la maggiore partecipazione che esige un regime il quale fa dipendere tutto, anche il capo dello Stato, dalla vostra personale decisione espressa dalla scheda» come ha detto Rapinese citando un discorso di Alcide De Gasperi, pronunciato alla Basilica di Massenzio l’11 maggio 1946, a venti giorni dal voto. «A distanza di ottant’anni le domande di De Gasperi sono più attuali che mai e il rinnovo della risposta è ancora più urgente - ha detto il sindaco - Ci sentiamo ancora capaci di assumere la responsabilità di decidere per noi stessi per il tramite di una scheda elettorale? Oppure tornando indietro nel tempo preferiremmo oggi delegare le nostre scelte a un re? Siamo davvero consapevoli che la Repubblica è solo nostra e tutta nostra e che rappresenta il bene supremo di tutti noi?». Se la risposta a queste domande è sì, secondo Rapinese, occorre trattare la Repubblica come una madre, un padre o un figlio. E sapere che «non vi è alcuna separazione tra il nostro patrimonio personale e il patrimonio della Repubblica stessa».
. Video di Paolo Moretti Il discorso del sindaco Alessandro Rapinese durante i festeggiamenti per il 2 giugno
Non può esserci alcuna scelta troppo onerosa quando il fine è il benessere di tutti
Rapinese ha richiamato l’attenzione sui sempre più alti tassi di evasione fiscale che contraddistinguono l’Italia con un primato negativo a livello europeo, oltre alla mancanza di rispetto verso forze dell’ordine, docenti e istituzioni come segnali di un’epoca in cui il rinnovo della scelta repubblicana deve portare con sé anche maggiori responsabilità. «Quando De Gasperi chiedeva ai nostri nonni se se la sentissero di assumere tutta la responsabilità del nuovo modo di gestire la nostra Italia, sapeva bene la gravosità del nuovo sistema di governo. E pensava anche che quella scelta a poco sarebbe servita se non fosse stata condivisa dalle generazioni a venire: oggi è il momento di mostrarci all’altezza dei nostri avi e di farlo senza indugio. Occorre che si comprenda bene che non può esservi richiesta ritenuta troppo onerosa quando il fine è il benessere di tutti, che non può esistere alcun atteggiamento volontario che possa ledere la collettività». E quindi il sindaco ha concluso con un invito esplicito, derivato proprio dalle parole di De Gasperi citate all’inizio del suo discorso: «Se da sudditi siamo diventati cittadini, tra noi cittadini nessuno può esimersi dalle proprie responsabilità, rendendo più difficile la vita a chi quella mancanza di responsabilità la subisce. Viva il 2 giugno e viva la Repubblica italiana».
Il discorso del prefetto
Comunità significa sapersi riconoscere gli uni negli altri, creando ogni giorno legami di fiducia, di rispetto e di solidarietà
Di storia ancora viva ha parlato anche il prefetto Corrado Conforto Galli: «Ottant’anni di Repubblica non sono una data tonda da mettere in calendario: sono storia viva, nel senso che ottant’anni fa il nostro Paese compì una scelta definitiva, una scelta coraggiosa». La vivacità di questa storia per Conforto Galli risiede nel concetto di comunità che ha raccontato ai cittadini riuniti al Sociale per i festeggiamenti del 2 giugno come «capacità di riconoscergli gli uni negli altri, di assumersi responsabilità reciproche, di coltivare ogni giorno legami di fiducia, di rispetto e di solidarietà. Perché una comunità non si costruisce con i discorsi, ma con le relazioni». Un filo conduttore che il prefetto ha raccontato di aver voluto seguire, con il suo gruppo di lavoro, per preparare la giornata di festeggiamenti di oggi, mettendo insieme tante componenti della società comasca. A partire dai bambini, come Margherita che questa mattina sul palco del Sociale ha letto il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Gli oltre 4.300 alunni che frequentano la prima elementare nelle scuole della nostra provincia hanno ricevuto una bandiera accompagnata da un cartone animato realizzato da ragazzi poco più grandi di loro: quelle bandiere sono state poi consegnate ai sindaci con la fascia tricolore, a testimonianza della compattezza delle istituzioni».
. Video di Paolo Moretti Il discorso del prefetto Corrado Conforto Galli ai festeggiamenti del 2 giugno
Poi il prefetto ha parlato anche dei giovani comaschi che hanno partecipato al concorso “Racconta la tua Repubblica” e poi quelli che hanno incontrato Conforto Galli nelle scuole, che hanno partecipato ai festeggiamenti oggi esibendosi sul palco del Sociale che nel pomeriggio si esibiranno durante il contesta musicale aprendo il concerto al Sinigaglia. E poi ancora i giovani e le giovani atlete della Federazione ginnastica d’Italia, invitati sul palco del Sociale questa mattina. Non è mancato un ringraziamento anche alle istituzioni che hanno contribuito all’organizzazione della giornata di festa, come il primo reggimento carabinieri paracadutisti Tuscania che non si è potuto esibire nella dimostrazione prevista per via delle condizioni meteo, appuntamento che, ha assicurato il prefetto, non è cancellato ma solo rinviato.
«Questa è la Repubblica alla quale abbiamo voluto dare voce, spazio e significato. In un tempo che spesso ci spinge verso l’isolamento e la frammentazione, scegliere di essere comunità è un gesto forte, quasi rivoluzionario. Significa esserci, significa partecipare. Questo anniversario dunque non deve essere solo memoria, ma responsabilità - ha concluso il prefetto - Celebrare la Repubblica significa, in fondo, riconoscere che il bene comune non è un concetto lontano o astratto, ma una realtà concreta che appartiene a ciascuno di noi e che ciascuno di noi è chiamato a custodire».
Il resto della giornata
Il programma delle iniziative include, nel pomeriggio, la festa dello sport in diverse zone del centro storico, ma è stato deciso di sostituire gli stand con una sfilata delle associazioni alle 18 dalla parte alta del cannocchiale di viale Marconi fino allo stadio e sono stati annullati i laboratori sotto il Broletto. Alle 16 il concerto con le band finaliste del concorso indetto dal Teatro Sociale di Como “Como Youth Sound” sarà al Teatro e non in piazza Cavour. Le simulazioni previste da parte delle Forze dell’ordine saranno valutate in base alle condizioni meteo effettive.
È invece confermato il concerto di Sayf, Samuray Jay e Rkomi dalle 19 alle 23 che vedrà la partecipazione – secondo indiscrezioni – di circa duemila persone. Confermate, quindi, anche le limitazioni attorno al Sinigaglia. Dalle 14 alle 24, divieto di circolazione e sosta con rimozione forzata nelle vie circostanti.
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