La sanità lombarda ha finito i soldi: congelate assunzioni e investimenti

La denuncia In attesa delle risorse statali cresce la cautela nei conti degli ospedali regionali. La Uil avverte: «Il diritto alla salute non può dipendere solo dalle compatibilità di bilancio»

Attenzione alle spese e alle assunzioni, la sanità lombarda attende il conto da Roma.

I cordoni della borsa della Regione a proposito di ospedali e ambulatori si sono momentaneamente stretti, in attesa di un confronto a livello nazionale circa un divario rispetto a quanto il governo ha intenzione di stanziare per coprire le spese della sanità lombarda. Cifre per centinaia di milioni di euro, oltre il miliardo.

Il confronto

Discusso in settimana il caso in consiglio, date rassicurazioni, resta l’indicazione valida per diverse aziende ospedaliere di congelare gli investimenti sulle nuove assunzioni disposte nel 2025, al netto di quelle comunque necessarie per coprire il turn over in uscita, come riportato da diverse fonti stampa e come ancora sostengono fonti sindacali. Nel fine settimana c’è stato un confronto tra la direzione del Welfare e le varie direzioni delle Asst, riunite in montagna per un ritiro motivazionale. Secondo quanto a siamo riusciti a ricostruire non esisterebbero indicazioni puntuali relative alla nostra Asst Lariana, sebbene l’anno scorso sul tema della carenza di personale i nostri ospedali pubblici abbiano discusso con la Regione la possibilità di avere un maggiore margine di manovra, strappato un piano dei fabbisogni migliore.

«E’ così per tutte le aziende ospedaliere – conferma Stefano Magnone, segretario di Anaao Assomed, sindacato della dirigenza medica – attendiamo una convocazione sull’argomento. Sappiamo che ad alcune direzioni è stato chiesto di non procedere con assunzioni aggiuntive». Come noto il tema della assunzioni è complesso. Gli ospedali faticano a trovare professionisti sanitari, senza la carenza incide sui servizi offerti alla popolazione, con il rischio concreto di allungare le liste d’attesa.

Per la Uil la situazione della sanità lombarda «desta forte preoccupazione, sarebbe grave se le difficoltà contabili finissero per tradursi in un rallentamento delle assunzioni, in nuovi vincoli alla spesa o in un ulteriore indebolimento della capacità di risposta ai bisogni di salute dei cittadini».

«Il diritto alla salute non può essere piegato alle sole compatibilità di bilancio - evidenzia Salvatore Monteduro, segretario Uil Lombardia – la sanità lombarda ha bisogno di investimenti veri, soprattutto sul capitale umano. Servono assunzioni, valorizzazione professionale e salariale, rafforzamento della medicina territoriale e un piano serio per abbattere le liste d’attesa».

L’assessore regionale

Il caso è presto diventato politico, l’operato dell’assessorato al Welfare è stato criticato dal Pd in consiglio regionale. In aula invece l’assessore Guido Bertolaso ha spiegato che «i conti del sistema sanitario sono costantemente monitorati» e ha parlato di «rigore» e di «equilibrio». «Gli elementi oggi più consolidati riguardano alcune dinamiche di incremento della spesa già note – così Bertolaso - i rinnovi contrattuali del personale, la spesa farmaceutica e i costi legati alla piena attivazione delle case di comunità. Per questi fattori la stima complessiva è di circa 990 milioni di euro».

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