La storica Noseda rischia la chiusura. Appello al sindaco

Il caso. L’asta per l’affitto della sede spinge il Libraccio, attuale proprietario, ad annunciare:«A questi prezzi addio»

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Angelica Gallo

Como

La libreria Noseda di via Cesare Cantù, la più antica di Como fondata nel 1889, rischia di chiudere. Dopo la scadenza del contratto d’affitto nel 2022, il Comune ha indetto una procedura di assegnazione del locale tramite asta pubblica. Il canone d’affitto è raddoppiato e Libraccio, società che aveva rilevato e salvato l’attività storica nel 2002, non è in grado di far fronte all’aumento del canone.

Questo potrebbe tradursi nella perdita di un patrimonio collettivo, memoria storica della città e punto di ritrovo capace di promuovere la lettura, la cultura e l’intrattenimento. «Dal momento dell’acquisizione - dice Edoardo Scioscia, amministratore delegato e socio fondatore del Libraccio - abbiamo investito risorse e tempo, ristrutturato e preservato gli arredi d’epoca in quanto abbiamo sempre ritenuto che la libreria fosse un significativo presidio culturale da tutelare. Il nostro gruppo, più per uno spirito di servizio a Como, ha sempre reputato importante tenerla aperta, come un cammeo e fiore all’occhiello della città».

Per far fronte a tale situazione, il gruppo Libraccio ha cercato di instaurare un dialogo con il Comune, in particolare con l’assessore alla Cultura e con il sindaco: «Abbiamo fatto una videochiamata con l’assessore, ma senza giungere a una soluzione concreta. Abbiamo poi deciso di scrivere anche al sindaco ma, dopo mesi, non abbiamo ricevuto ancora risposta» sottolinea Scioscia. Riguardo al riscontro comunale, l’amministratore delegato afferma: «Credo che una risposta, più che a noi, sia doverosa nei confronti della città: a essere danneggiati da un’eventuale chiusura non saremmo noi, ma tutti i cittadini». Nel frattempo il bando è andato deserto.

Intanto il Libraccio si dice disponibile a cooperare con l’amministrazione al fine di risollevare l’attività. «Se il Comune volesse mettere a disposizione risorse per incrementare le presentazioni librarie e culturali, come siamo soliti fare, troverebbe in noi un interlocutore disponibile a collaborare» conclude Sciocia.

La chiusura della libreria Noseda significherebbe privare la città di Como di un presidio culturale che ha accompagnato generazioni di lettori, studenti e famiglie, cancellando uno spazio che, per oltre un secolo, ha contribuito alla vita culturale e sociale dei comaschi e non solo. Per questo la vicenda va ben oltre il futuro di un mero esercizio commerciale: chiama in causa il valore che una città sceglie di attribuire ai propri luoghi della cultura e alla tutela della propria memoria storica.

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