(Foto di archivio)
L’allarme Il Lago di Como torna ad affrontare l’incubo della grande siccità, avviandosi verso il minimo storico. Ieri il livello era di -30,2 centimetri sotto lo zero idrometrico, non è lontano il picco negativo di quattro anni fa
Lettura 2 min.Il livello del lago si avvia a grandi falcate verso i minimi storici, con il -45,6 sotto lo zero idrometrico registrato il 1° agosto 2022 che non rappresenta più un dato così irraggiungibile. Dal 2002 ad oggi il Lario è andato undici volte sotto lo zero idrometrico ad inizio agosto, ma fa un certo effetto vedere che dopo due anni confortanti come il 2024 e 2025 con il Lario a +47,2 e +20,5 centimetri sopra lo zero idrometrico, ora è tornato di stretta attualità il tema della grande siccità.
Fortunatamente al momento non si registrano disagi per la Navigazione di linea, grazie anche alla perizia degli equipaggi e questo è l’unico punto fermo dentro una situazione destinata - previsioni alla mano - a peggiorare sensibilmente nonostante l’aiuto, in quota minore rispetto alle scorse settimane, in arrivo dagli invasi alpini, da quali sino a venerdì verranno rilasciati complessivamente (ulteriori) 23 milioni e mezzo di metri cubi d’acqua. “Tutti gli scali sono operativi”, ha confermato NaviComo nel pomeriggio di ieri. Si tratta sicuramente di una buona notizia, nel clou della stagione turistica.
Ieri pomeriggio il livello del lago si trovava a -30,2 centimetri sotto lo zero idrometrico, con il riferimento diretto rappresentato dall’idrometro di Malgrate. Avanti di questo passo il Lario non potrà che cedere uno o due centimetri al giorno, nonostante la politica oculata posta in essere già da giorni dal Consorzio dell’Adda, che ha ridotto sensibilmente il deflusso, portandolo a 80,3 metri cubi d’acqua al secondo. Il vero problema è che al netto dell’aiuto in arrivo dagli invasi nel lago non entra acqua per larga parte della giornata, considerato che nel tardo pomeriggio di ieri l’afflusso era pari a soli 23,1 metri cubi d’acqua al secondo. Un gap evidente che non giova dunque alla causa del livello del lago. Non resta dunque che guardare più che al cielo verso le montagne a nord del bacino del lago di Como ed in particolare agli invasi alpini, che stando al portale laghi.net alla data del 26 luglio scorso registravano ancora una capacità degli invasi pari a 185,4 milioni di metri cubi d’acqua. Per dare un riferimento diretto, a inizio luglio gli invasi alpini potevano contare su 223,4 milioni di metri cubi d’acqua.
Le previsioni da qui ai prossimi dieci giorni non danno conto di precipitazioni significative. Dunque il livello del lago è destinato ad un ulteriore ritocco verso il basso. Peraltro il 1° agosto dello scorso anno il livello del lago si trova a 29 centimetri sopra lo zero idrometrico, dunque quasi sessanta centimetri in più rispetto al dato di ieri. E stando al percorso effettuato nel 2025 dal livello del Lario si può notare che a fine agosto si è avuto il picco negativo, con il segno “meno” sul dato globale, seppur registrato per tre soli giorni. E’ chiaro che ogni anno fa storia a sé soprattutto a fronte delle precipitazioni registrate, ma questo dato rappresenta un altro precedente decisamente poco incoraggiante. Già entro la prossima settimana avanti di questo passo soprattutto la navigazione da diporto comincerà ad avere seri problemi, visti gli attracchi all’asciutto all’interno di porticcioli e moli.
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