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Lago e torrenti troppo inquinati. Sostanze tossiche pure nei pesci

Il rapporto Presenti nelle acque composti chimici sintetici permanenti. Male anche Argegno e Pusiano. Sul Lario più pulita la sponda di Lecco

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Arpa: Pfas sopra i limiti nel lago e nei torrenti.

L’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha pubblicato il rapporto Pfas 2025, una grande mappa per monitorare le concentrazioni degli inquinanti presenti nel nostro territorio. Nel vasto gruppo di composti chimici sintetici permanenti, delle sostanze nocive per il nostro organismo, nel lago di Como è in particolare il Pfos ad essere oltre i valori normativi, peraltro molto alti. Nel nostro bacino la concentrazione media annua è passata dal 2023 al 2024 da 1,2 a oltre i 2 microgrammi per litro, quando standard di qualità ambientale è poco oltre a 0,6. Il picco massimo a novembre con quattro microgrammi.

Il territorio

Sopra ai limiti anche i campionamenti fatti ad Argegno, 1,6, in provincia malissimo il lago di Pusiano, 2,6, meno il lago di Alserio, 1,7, quello del Segrino, 1,4, meglio il lago di Montorfano, mentre tornando al lago di Como risulta molto più pulita l’acqua nel ramo di Lecco. Nel panorama regionale l’Idroscalo e il bacino sud del lago di Lugano sono gli specchi d’acqua più inquinati.

«Sul lago di Como le Pfas sono state ricercate dal 2020 – spiega Pietro Genoni, responsabile di Arpa per la protezione dei laghi - nel 2024 tra le 18 sostanze analizzate solo il Pfos è risultato oltre i valori normativi, come media annua, in tutte le quattro stazioni di monitoraggio. Storicamente si osservano concentrazioni sensibilmente più elevate nel bacino di Como rispetto a quelle presenti nel bacino di Lecco. Negli affluenti del lago di Como i superamenti hanno riguardato i torrenti Breggia, Cosia, Faloppia e Rio Torto, mentre non hanno interessato il fiume Adda a Gera Lario e i torrenti Caldone e Sanagra». Male in particolare il Breggia come il Seveso all’altezza di Fino Mornasco. Le concentrazioni, spiegano da Arpa, restano comunque sotto alle concentrazioni massime ammissibili, le altre sostanze della famiglia Pfas ricercate sono risultate assenti.

L’analisi

L’analisi ha coinvolto anche i pesci, coregoni e agoni, per ricercare nel pescato le concentrazioni di Pfos. Nel Comasco per esempio il pesce barbo preso nel Brebbia a Cernobbio è risultato non conforme. Farà male mangiarlo? «Certo, ma queste sostanze chimiche le beviamo tutti i giorni – spiega Gianni Del Pero, presidente del Wwf Insubria – sono presenti negli impianti e nelle falde, scendono dai rubinetti. Sono composti corrosivi che non degradano, sono molto piccoli e si accumulano. Aziende e ditte dovrebbero imparare a non produrli, oppure dovremmo costruire dei depuratori efficienti».

Nel periodo 2017 2024 Arpa ha eseguito in Lombardia più di 4.600 campionamenti su corpi idrici superficiali e sotterranei, oltre 220 campagne di indagine su acque di scarico, percolati e acque contaminate, per un totale di oltre 70mila analisi. Nel 2024 il monitoraggio dei Pfas ha toccato 127 stazioni di campionamento lungo i corsi d’acqua e 19 laghi.

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