L’assemblea in teatro. Gli studenti del Volta tra guerre e speranza

Scuola I rappresentanti dei ragazzi riempiono il Sociale. Ospiti il custode di Terra Santa, giornalisti e il volontario. La preside: «Oggi ci avete regalato una grande lezione»

Como

Palchi, gallerie, platea. Il Teatro Sociale è pieno zeppo già alle 8.45 del mattino. Affollato di ragazzi di biennio, triennio, dello scientifico, del classico. In un evento voluto, organizzato e gestito dagli studenti stessi. «Una grande lezione» per dirla con le parole della preside, Barbara Pintus. Sul palco va in scena l’assemblea degli studenti del liceo Volta: «Volevamo organizzare un momento con tutti i nostri compagni e il solo luogo abbastanza capiente era il Sociale» raccontano Andrea Iacono, Clara Chianese, Martina Butti e Dikran Manoukian, i rappresentanti degli studenti del Volta. Volevano e ci sono riusciti. Dando vita a un evento che ha ben pochi precedenti in città.

Padre Francesco

Perché al netto dello sforzo organizzativo, il contenuto della mattinata è stato di qualità a cominciare dal tema pensato dagli studenti, ovvero i conflitti che stanno devastando ampie fette del Pianeta, per proseguire con focus chiesto ai relatori, gli effetti sugli esseri umani, sulle vittime, su chi resta e chi viene cancellato, e terminare con la lista dei relatori stessi: padre Francesco Ielpo, custode di Terra Santa, Valentina Furlanetto, giornalista di Radio24 e inviata nelle aree di conflitto, Nello Scavo, inviato speciale di Avvenire che segue da anni le rotte delle migrazioni prima e le guerre in Ucraina e a Gaza poi, e infine Angelo Rusconi, operatore umanitario di Medici Senza Frontiere.

Il via è catalizzato dalla voce pacata, calda e ferma proveniente dal convento francescano di Gerusalemme di padre Francesco Ielpo: «La Terra Santa non ha mai vissuto periodi lunghi di pace, ma oggi è percorsa da atrocità, ingiustizie, dolore in una crescente spirale di odio e sfiducia». Un clima nel quale «parlare di dialogo è difficile». Eppure c’è chi, come il custode di Terra Santa, lo fa con un lavoro instancabile di educazione: «A me colpisce sempre che analizzando tutti i testi di San Francesco mai compare la parola “nemico”. Ecco, il nostro compito è disarmare le parole» soprattutto in un momento storico nel quale assistiamo alla «dissolvenza del volto dell’altro, perché se dissolvo il volto delle persone allora posso perpetrare atrocità più grandi».

Cronisti e operatore Msf

Valentina Furlanetto ha regalato un viaggio tra immagini e storie, ha spiegato ai ragazzi che oggi «la Palestina è un arcipelago diviso e frastagliato» per calcolo politico e bellico. E poi ha sottolineato come «a Gaza il 95% delle scuole è distrutto, che equivale a dire che il futuro è distrutto».

Nello Scavo, che come la collega di Radio24 ha voluto chiarire che il giornalista è colui che va là dove le storie avvengono, perché se no è impossibile raccontale, ha cercato di parlare anche di speranza: «Perché se non avessi speranza non potrei fare questo lavoro».

. Assemblea studenti Volta al Sociale, l'intervento di Nello Scavo

Infine Angelo Rusconi ha contrapposto la morte, la paura, la distruzione che ha visto e vissuto a Gaza dov’era capo missione per Msf con il dovere per noi che viviamo in Europa «e per voi ragazzi che studiate di essere felici». Perché per quanto incredibile anche a Gaza, oggi, «è rimasto qualcosa di bello. E sapete cos’è? La voglia di vivere della gente». Quattro ore fitte di storie, voci, testimonianze e di domande fatte dai ragazzi stessi ai loro ospiti. «Oggi ci avete regalato una grande lezione» ha detto alla fine dell’assemblea, evidentemente emozionata, la preside del Volta.

. Assemblea studenti Volta al Sociale, l'intervento di Angelo Rusconi

Dal canto loro Clara, Martina, Andrea e Dikran pensano già al dopo: «Speriamo non resti un evento isolato ma l’inizio di qualcosa di più grande. Un’ispirazione e uno spunto anche per i rappresentanti dell’anno prossimo». Nel corso della mattinata i quattro rappresentanti hanno ricevuto oltre cento domande per i relatori da parte dei loro compagni: «Sarebbe stato bello aprire un dibattito finale, ma logisticamente era impossibile. Ora contiamo di farlo a scuola». I rappresentanti sono soddisfatti, e a ragione: «I feedback degli studenti è stato molto positivo e propositivo». Soddisfatti anche i prof: quasi tutti sono rimasti per l’intera mattinata, anche se non avevano ore di lezioni. «Da questa assemblea sono nate tante cose belle: prospettive e collaborazioni. Ora non dobbiamo disperdere questa ricchezza». A partire dal messaggio giunto dall’assemblea: coltivare la speranza, sempre. Anche di fronte alle guerre.

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