Lavori verso viale Geno, gli esercenti al sindaco: «Rinvia il cantiere»
I titolari dei locali che hanno presentato ricorso al Tar: «Nessuno è contrario al progetto di riqualificazione, anzi siamo tutti favorevoli a un intervento che sistemi in modo definitivo una delle zone più importanti della città. Il punto è il quando e il come»
Como
I locali tra piazza Matteotti e fino alla punta di viale Geno, una ventina in totale, chiedono a gran voce al Comune di rinviare i lavori di riqualificazione del primo tratto (fino alla funicolare) a ottobre. Ci sono anche sei ricorsi al Tar di cui due si limitano a chiedere il differimento (udienza per la sospensiva fissata per il 13 aprile) mentre altri quattro sono relativi all’impatto del nuovo assetto sulla parte esterna dei locali, che viene di molto ridimensionata (soprattutto in piazza De Gasperi).
«Non accettiamo che il sindaco ci definisca “buontemponi” (in riferimento a quanto dichiarato venerdì sera in diretta tv, ndr) – dicono i titolari degli esercizi commerciali -. Qui si lavora, non si gioca. I ricorsi sono stati presentati perché il sindaco ha deciso di andare avanti con i paraocchi. Nessuno è contrario al progetto di riqualificazione di viale Geno, anzi siamo tutti favorevoli a un intervento che sistemi in modo definitivo una delle zone più importanti della città. Il punto è il quando e il come. I lavori dovevano iniziare a ottobre, poi a dicembre. Ora si vuole partire a metà marzo (il 9 marzo, ndr.), a due settimane da Pasqua. È una scelta incomprensibile e profondamente sbagliata». E danno una quantificazione dei possibili danni ai lavoratori e agli incassi: «Parliamo di oltre 20 attività, più di 300 lavoratori, oltre 30 milioni di euro di fatturato».
E su questo punto l’avvocato che li assiste, Elisabetta Di Matteo, ha spiegato che «l’80% riguarda i periodi primaverili ed estivi e quindi, anche in una possibile ottica di risarcimento danni, stiamo parlando di 24 milioni di euro». Baristi e ristoratori sottolineano come nessuno del Comune abbiamo loro mostrato il progetto o indicato i tempi dettagliati a fronte di pagamenti del canone di suolo pubblico per tutto l’anno, lamentano di essersi organizzati con il personale e di avere prenotazioni di gruppi e spiegano che con i sei mesi (180 giorni) di lavori previsti «il cantiere, anche senza intoppi, terminerà a ottobre». E aggiungono: «Viale Geno è la zona più turistica di Como. La città non può permettersi di accogliere i turisti in queste condizioni. Sarebbe un danno enorme d’immagine per tutta Como. Non si raccontino sciocchezze. L’impatto sarà devastante per molte attività. Per cosa? Per dimostrare efficienza? Per una prova di forza politica?». Concludono dicendo: «Se il sindaco è convinto di essere rieletto allora usi la ragione: rimandi i lavori e li avvii a fine stagione. Potrà iniziare il nuovo mandato tagliando il nastro viale Geno, consegnando alla città un’opera finita senza aver messo in ginocchio imprese e lavoratori. Qui chiediamo solo buon senso».
Dal canto suo l’avvocato sottolinea due questioni che finiranno sul tavolo dei giudici amministrativi. La prima riguarda il fatto che «non stiamo parlando di un cantiere urgente ed indifferibile e quindi non si comprende perché si debba svolgere in un periodo che amplifica in modo sostanziale il danno alle attività» e contestualmente «la già indicata risarcibilità dei danni». La seconda riguarda l’utilizzo dell’accordo quadro per l’appalto dei lavori e di cui, a suo avviso, «è stato fatto un utilizzo improprio per questa tipologia di intervento».
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